Nogarin: Mi dimetto da sindaco di Livorno se c'è rinvio a giudizio
Il mio avviso di garanzia è stato generato da un atto amministrativo

"Io non ho rubato, non ho usato denaro pubblico per interessi personali. Il mio avviso di garanzia è stato generato da un atto amministrativo: forse quello di aver assunto 33 precari dell'azienda municipalizzata che avrebbero perso il lavoro. E siccome sono innocente sono pure sereno". Lo dice, intervistato dal Corriere della Sera, il sindaco pentastellato di Livorno, Filippo Nogarin, indagato nell'ambito di una inchiesta sul crac di Aamps, l'Azienda autonomia municipale pubblici servizi. Il primo cittadino conferma quanto annunciato nei giorni scorsi: "mi dimetto immediatamente" se ci sarà il rinvio a giudizio e "se dalle indagini preliminari emergessero comportamenti illeciti da me compiuti anche in buona fede, non aspetterei neppure il rinvio a giudizio per fare un passo indietro". Nogarin, a differenza del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti (anche lui indagato), non è stato sospeso dal Movimento. "Non è stato trasparente", dice il primo cittadino di Livorno, perché ha aspettato "mesi prima di rendere noto" l'avviso di garanzia a suo carico. Ma, assicura Nogarin, "lo considero un bravo amministratore", il primo "a far diventare realtà un sogno".
 

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