No Tav, è rottura con il M5S. "In che mani ci siamo messi!"
Un documento di Alberto Perino, leader del movimento contrario alla Torino-Lione, prende le distanze dall'"immobilismo" dei 5 Stelle. Lo riferisce Repubblica.it

"I Si Tav e Telt fanno i fatti, vanno avanti e lanciano gli appalti. I Cinque stelle continuano a fare sterili proclami invece di fare atti amministrativi". E' quanto, secondo quanto riferisce il sito web del quotidiano Repubblica, sarebbe scritto in un documento di Alberto Perino, storico leader del movimento contro l'alta velocità, che sarebbe stato fatto circolare in ambienti No Tav. "E pensare che di cartucce da sparare ne avrebbero tantissime per bloccare gli ingranaggi della grande opera. Basta volerlo fare. Ma per non disturbare il manovratore (Telt e Lega) queste cose non non vengono fatte da chi è stato mandato a Roma per bloccare la Tav".

“I nostri tecnici hanno suggerito molti modi -  spiega Perino - Ma loro niente. Attendono i risultati dell'analisi costi benefici. Poi quando questa sarà conclusa vedranno cosa fare, se saranno ancora al governo e se esisteranno ancora...In che mani ci siamo messi!”.

Poi, però, Perino ha negato di aver preso le distanze dal M5S: "Non ho preso le distanze dai 5 Stelle. Mi sono limitato a constatare che avrebbero potuto fare molte cose per mettere in difficoltà il sistema Tav e non l'hanno fatto. Era una mail privata alla lista comitati e non pubblica, distorta, spero in buona fede, dai media a loro interesse". Spiega Perino: "Finora a parte i proclami di atti formali non ne hanno fatti. Questo non significa sconfessare o prendere le distanze dai 5 Stelle"

La consigliera regionale valsusina del M5S del Piemonte Francesca Frediani aveva scritto ieri su fb: "Siamo la prima forza politica del Paese. L'opposizione al TAV, la grande opera inutile per eccellenza, è da sempre una nostra bandiera. La Valsusa ha dimostrato di avere fiducia in noi e io, da valsusina e portavoce in Consiglio Regionale, sento la responsabilità di questa fiducia". "Chiedo al mio ministro un gesto formale forte e deciso. La costi benefici fa parte del contratto ed è corretto portarla avanti fino all'esito, rispetto al quale non ho dubbi, dopo 30 anni di motivata opposizione del movimento No TAV. Ma nel frattempo bisogna fermare la mostruosa macchina della lobby Sì TAV. E impedire un solo passo in più verso la realizzazione dell'opera. Forza Danilo, hai tutto il nostro sostegno", aveva concluso la pentastellata.

Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli sempre ieri su fb annunciava: "Nei giorni scorsi, il Cipe ha dato il via libera a una serie di modifiche alla cosiddetta "delibera 30" sul Tav Torino-Lione. Il testo è di fine aprile ed è stato messo a punto dal governo precedente, nonostante la batosta elettorale appena presa che lo obbligava ad agire solo per gli affari correnti, cioè per quasi nulla. Invece si è comportato come una sanguisuga sulla carne viva del popolo italiano.Ma state tranquilli, non è nulla che possa influire in modo decisivo sulla analisi costi-benefici che finalmente stiamo conducendo in maniera seria e obiettiva". "Teniamo gli occhi aperti sul cantiere e, come detto, considereremo quale atto ostile ogni decisione che faccia avanzare il Tav prima che arrivi una scelta politica da parte del governo. Siamo per le grandi opere utili. E soprattutto pensiamo che i soldi dei cittadini vadano spesi al meglio", concludeva il ministro esponente dei 5 Stelle

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