No Tav contestano Epifani a festa Unità. Critiche a senatore Esposito. Lui ribatte:Deriva anti Stato

Roma, 26 lug. (LaPresse) - Protesta di un gruppo di manifestanti No Tav alla festa dell'Unità di Roma, davanti al palco, dove era ospite stasera il segretario generale del Pd Guglielmo Epifani. I dimostranti reggevano striscioni contro la realizzazione della alta velocità Torino-Lione. E protestavano anche contro il senatore piemontese Stefano Esposito. La protesta è partita quando la giornalista Bianca Berlinguer ha pronunciato il nome del parlamentare subalpino in riferimento alle critiche, espresse dallo stesso Esposito verso Epifani.

I manifestanti hanno espresso dissenso contro Esposito per la questione del tweet del senatore del Pd che accusava una manifestante No Tav, Marta Camposana, di aver mentito sulle molestie della polizia che la attivista aveva denunciato.

Dopo attimi di tensione alla Festa dell'Unità di Roma la situazione è ora ritornata alla normalità.

"Confermo quanto ho già detto. C'è una deriva in cui la Tav non c'entra più nulla. C'è una deriva anti Stato. La signora Marta è indagata per azioni violente contro la polizia. Finalmente oggi la procura di Torino ha aperto fascicolo sulle presunte molestie. Immagino finirà come ho detto, che la signora Marta le molestie se le sia inventate". Così il senatore del Pd Stefano Esposito, contattato al telefono da LaPresse, in merito alle contestazioni di alcuni No Tav rivolte contro di lui, durante il dibattito con il segretario del Partito democratico Guglielmo Epifani, alla festa dell'Unità di Roma. Il senatore Esposito aveva criticato su Twitter una attivista No Tav, Marta Camposana, che ha denunciato di avere subito molestie dalle forze dell'ordine. "C'è il problema - afferma Esposito, che non era presente alla festa dell'Unità a Roma e quindi non ha assistito alla protesta - di non consentire che servitori dello Stato che prendono le botte siano additati come molestatori con dichiarazioni false. Le forze dell'ordine devono essere tutelate e rispettate. Quando, invece, hanno sbagliato, come a Genova, sono state punite".

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