Napolitano spazza via rumors: sosterrà Renzi fino 13 gennaio

di Donatella Di Nitto

Roma, 16 dic. (LaPresse) - Giorgio Napolitano dopo mesi di rumors di palazzo e toto-dimissioni mette un limite temporale al suo mandato: il 13 gennaio. In occasione dei saluti di fine anno alle alte cariche dello Stato in Quirinale il presidente della Repubblica ribadisce che manterrà la contiguità istituzionale "ancora una volta per tutto lo speciale periodo del semestre italiano di presidenza europea" che si "concluderà tra poco, il 13 gennaio, col discorso a Strasburgo del nostro presidente del Consiglio". Napolitano mette un punto e allontana definitivamente le chiacchiere giornalistiche che lo volevano dimissionario nel discorso di fine anno o qualche giorno dopo, permettendo così al Parlamento in seduta comune di riunirsi già intorno al 19 gennaio. Non sarà così invece perché il capo dello Stato ha intenzione di sostenere il governo guidato da Matteo Renzi fino a esaurimento di questo importante appuntamento. Quasi una dichiarazione di amore, quella di Napolitano di oggi nei confronti di questo esecutivo, che ha lasciato lo stesso premier sbigottito per tutto il suo intervento. "Il forte consenso espressosi nelle elezioni del 25 maggio per il partito che guida il governo italiano - ha ricordato Napolitano - ha oggettivamente garantito accresciuto ascolto e autorità all'Italia nel concerto europeo, come si è visto nel peso esercitato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi nel concorrere a soluzioni unitarie e significative nella definizione dei nuovi vertici dell'Unione, e innanzitutto nella composizione e nella guida della nuova Commissione". Una totale condivisione di intenti, quindi, sia per quanto riguarda la missione italiana in Europa che la dura strada intrapresa per uscire un 2014 "che non è stato certo di ordinaria amministrazione per la politica italiana". E proprio sulla politica interna Napolitano difende le scelte di Renzi di puntare sulle riforme fonte di un cambiamento "indispensabile, e non più eludibile o rinviabile". Per questo il capo dello Stato insiste sulla necessità di difendere questo esecutivo e avverte: "Non si attenti in qualsiasi modo alla continuità di questo nuovo corso". I pericoli messi in campo in questi giorni, spiega Napolitano, danno l'idea "di un Paese attraversato da discussione ipotetiche" con chi punta "su elezioni anticipate" e chi dall'altra parte soffia "venti di scissione, in questa o quella formazione politica, magari nello stesso partito di maggioranza relativa". Iniziative, sottolinea il presidente, che fanno perdere "solo tempo e inchiostro che si sottrae all'esame dei problemi reali". Secondo Napolitano il risultato infatti "è solo un confuso nervoso agitarsi che torna a evocare lo spettro della instabilità. E il danno può essere grave".

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