Napolitano: Si scopre Macron dopo aver inseguito Lega e M5S
"È stata la vittoria in Francia dello spirito repubblicano e di un comune fondamento europeo"

"La vittoria di Macron significa che le mistificazioni e i catastrofismi predicati dai movimenti populisti possono essere sconfitti senza far loro concessioni con posizioni ambigue nei confronti di una coerente e combattiva scelta europeista. Ma non pochi in Italia lo scoprono solo adesso, dopo aver cercato di far concorrenza a Lega e M5S con polemiche fuori misura nei confronti dell'Unione europea e delle sue istituzioni. E anche sulla stampa quotidiana ci sono state voci, nel corso della campagna elettorale in Francia, molto esitanti nel cogliere il valore del candidato in corsa verso la vittoria e piuttosto indulgenti verso le posizioni più negative e radicali nei confronti dell'Europa". Lo ha detto l'ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un'intervista al 'Corriere della Sera'. "Quella di Macron - è il suo pensiero - non è stata la vittoria di un uomo solo. È stata la vittoria in Francia dello spirito repubblicano e di un comune fondamento europeo. Sono stati premiati valori essenziali scarsamente difesi, contro il populismo anti-élite, anche dalla sinistra: la formazione culturale e tecnica, la competenza, l'apertura a energie giovani e a visioni riformiste non ancorate a vecchi schemi. Macron ha rappresentato questo: non è vero che non si sapeva da dove venisse. Il vecchio bipolarismo mostra chiaramente la corda. I partiti storici sono a un bivio, tra il rinnovarsi e il deperire. Comunque con Macron hanno vinto anche tanti militanti ed elettori socialisti francesi, e da ciò può scaturire una forte spinta rinnovatrice anche nel grande partito socialista in crisi".

"Con il voto di domenica - ha sottolineato Napolitano - l'Ue ha guadagnato non solo tempo ma forza per rinnovarsi, anche se nessuno ha mai pensato che bastasse la vittoria di Macron per uscire dalla crisi del processo di integrazione". E ancora: "Un rilancio dell'asse franco-tedesco è certamente prevedibile. Ma non c'è alcuna ragione perché, dopo la vittoria di Macron, l'Italia - di cui egli ha ben valorizzato il ruolo - venga esclusa dal negoziato su progetti di correzione di determinate regole dell'Ue. Conosciamo i punti deboli che presentiamo come partner fondamentale dell'Unione, l'importante è che ci prepariamo, in particolare con la Francia di oggi, a concordare i contenuti e i toni del negoziato. Come il governo Gentiloni si sta impegnando a fare", ha concluso l'ex presidente della Repubblica.
 

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