Napolitano non si arrende sul governo e sceglie 10 saggi

Roma, 30 mar. (LaPresse) - Dieci nomi invece di uno. E' stata questa la scelta del capo dello Stato Giorgio Napolitano, per uscire dall'empasse creata dai veti incrociati dei partiti sulla nascita del nuovo governo. Il capo dello Stato non ha voluto seguire la via più scontata, offrendo l'incarico per la formazione di un esecutivo a qualcuno pur sapendo che il tentativo sarebbe fallito. D'altra parte non ha voluto neanche dimettersi, ipotesi che più di uno aveva ventilato, perché questo avrebbe consegnato al Paese e ai mercati internazionali un segnale di debolezza. "Starò al mio posto fino all'ultimo giorno", ha detto. "Continuo a esercitare fino all'ultimo giorno il mio mandato come il senso dell'interesse nazionale mi suggerisce", ha aggiunto, sottolineando che l'attuale governo, pur dimissionario, resta in carica. Insomma, ha lasciato intendere, il Paese è tuttaltro che allo sbando.

E allora ha scelto di battere una nuova strada, del tutto inedita per l'Italia: ha nominato dieci saggi, che individuino "proposte programmatiche in materia istituzionale e in materia economico-sociale ed europea". I dieci sono divisi in due gruppi, uno per l'area istituzionale, l'altro per quella economica. Obiettivo: arrivare a un quadro programmatico condiviso in grado di raccogliere consensi sia nel centrodestra che nel centrosinistra per arrivare alla formazione di un nuovo esecutivo. Esclusi dal gioco i grillini, che non hanno alcun rappresentante tra i dieci.

"Penso - ha spiegato il senatore di Scelta civica Mario Mauro, nominato nel primo gruppo - che il senso di questa iniziativa sia quello di lavorare a oltranza per definire elementi utili a chi deve valutare di far nascere un governo. Lo scopo - ha aggiunto - mi sembra evidente: aiutare le forze politiche ad aiutare steccati e barriere ideologiche, individuando elementi su cui si può convergere". Si tratta, sintetizza il costituzionalista Stefano Ceccanti, ex senatore del Pd, di "un tentativo forte di governo del presidente superando veti reciproci, con un modello di 'coalizione assistita' finalizzato a costruire il programma di questo tipo di esecutivo".

Del primo gruppo, oltre a Mauro, fanno parte l'ex presidente della Corte costituzionale Valerio Onida, il senatore Gaetano Quagliariello (Pdl) e l'ex presidente della Camera Luciano Violante (Pd). Il secondo gruppo, quello dedicato all'economia, è composto dal presidente dell'Istat Enrico Giovannini, il presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato Giovanni Pitruzzella, il membro del direttorio della Banca d'Italia Salvatore Rossi, i presidenti delle Commissioni speciali operanti alla Camera e al Senato, Giancarlo Giorgietti e Filippo Bubbico, e il ministro per gli Affari europei Enzo Moavero Milanesi.

"Noi dovremmo vederci a partire da martedì", ha annunciato Mauro, spiegando che "i due gruppi si sono divisi in due tranche: una inizia alle 11 e una alle 12". Ma non lavoreranno in isolamento. Nel corso del loro lavoro, ha specificato il Quirinale in una nota, dovranno stabilire "contatti con i presidenti di tutti i gruppi parlamentari".

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