Napoli, no a giudizio immediato per Berlusconi, Lavitola e De Gregorio

Napoli, 19 mar. (LaPresse) - Il gip di Napoli ha respinto la richiesta di giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi, Valter Lavitola e Sergio De Gregorio nell'inchiesta riguardante la presunta compravendita di senatori per far venire meno la maggioranza al governo Prodi. A quanto si apprende da fonti della difesa degli indagati, le motivazioni del provvedimento partirebbero dal ragionamento procedurale secondo cui il giudizio immediato va disposto quando l'udienza preliminare è superflua. Sempre secondo fonti della difesa, il gip avrebbe rilevato che diversamente dell'impostazione accusatoria, il fatto sarebbe maggiormente inquadrabile nella fattispecie di finanziamento illecito dei partiti, in quanto De Gregorio ha sempre dichiarato che era sua intenzione rientrare nel Pdl e che quindi tale sua determinazione può essere stata spinta da motivi politici e non da un accordo corruttivo.

La difesa dell'ex direttore di L'Avanti, Valter Lavitola, "accoglie con soddisfazione il provvedimento" del gip di Napoli. Il provvedimento, afferma l'avvocato Gaetano Balice, "conforta l'incrollabile fiducia del dottor Lavitola e del suo avvocato nella giurisdizione, anche se ci troviamo nella più pesante condizione dovuta alla detenzione carceraria che appare, essendo state emesse due sentenze riguardo la posizione di Lavitola, sproporzionata rispetto ai criteri costituzionali che presidiano la libertà delle persone". Il legale afferma che ora, dopo l'acquisizione degli atti da parte dei pm, si dovrebbe procedere con il rito ordinario, anche se probabilmente la procura dovrà fare ulteriori accertamenti.

Soddisfazione per la decisione del gip di Napoli è stata espressa anche dal coordinatore regionale Pdl della Campania Nitto Palma: "Prendo atto con soddisfazione che il gip di Napoli ha respinto la richiesta di giudizio immediato avanzata dalla procura della Repubblica di Napoli nei confronti del presidente Silvio Berlusconi. Tale decisione dimostra in modo inequivocabile quanta ragione avesse il Popolo della libertà nel protestare per questa ennesima forzatura procedurale". "Senza entrare nel merito - aggiunge - delle varie vicende per le quali resta amarezza per l'infondatezza delle ipotesi accusatorie, chiedo che cessino analoghe forzature procedurali e che il Presidente Berlusconi venga trattato come tutti gli altri cittadini. Così consentendogli, senza danno per la giustizia e come autorevolmente sollecitato dal Presidente della Repubblica, di esercitare fino in fondo il suo ruolo di leader politico del centrodestra in una situazione drammatica del Paese che richiede la rapida costituzione di un governo forte e stabile ovvero, ove ciò sia impossibile per la irresponsabilità di taluno, un rapido ritorno al voto".

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