Monti: Progressi ma si decide a Bruxelles

Dal nostro inviato Fabio De Ponte

Los Cabos (Messico), 19 giu. (LaPresse) - E' stata una giornata che ha portato "un progresso" quella di ieri, al G20 di Los Cabos, per valutare il da farsi rispetto ai problemi della zona euro. Lo ha spiegato il premier Mario Monti, nel corso di un incontro con la stampa in cui ha tracciato un bilancio sulla prima giornata di vertice, che si è conclusa con l'annullamento dell'incontro tra il presidente Usa Barack Obama e i leader europei. All'origine dell'annullamento, ha spiegato Monti, non c'era una divergenza di vedute. Semplicemente, ha detto, "si è parlato tutto il giorno di eurozona e nella cena presieduta da Calderon, ristretta ai capi governo, si è parlato sostanzialmente ancora di eurozona. Era stato immaginato - ha aggiunto - che la sera ci potesse ulteriormente vedere. Poi, durante i fuochi d'artificio, mi trovavo a chiacchierare con Obama, che mi ha chiesto se secondo me fosse ancora necessario che ci vedessimo a discutere ulteriormente di eurozona. Ho detto 'secondo me no'. Ho chiesto anche a Merkel e Hollande e anche loro hanno pensato che la giornata fosse stata più che ricca di dibattito".

Il premier ha smentito che il vertice sia stato cancellato per una differenza di vedute con la Merkel: "Ho visto che si dice questo, ma credo di essere stato testimone diretto...". Anche il fatto che la bozza di documento finale del vertice punti tutto su crescita e occupazione non sarebbe una sconfessione delle tesi di Berlino. "Sembra difficile - ha detto Monti - che ci siano sconfessioni in sedi e riti così consensuali però ci sono cambiamenti di volta in volta che riflettono le preoccupazioni condivise". "L'Italia - ha aggiunto - si è molto impegnata perché il documento finale rifletta quelle che sono le posizioni italiane: accento sulla crescita in un quadro di disciplina di bilancio".

Oltre a Monti, Obama, Merkel e Hollande, avrebbero dovuto partecipare al vertice il premier spagnolo Mariano Rajoy, il presidente della Commissione Ue, Josè Barroso, e il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy. Il vertice potrebbe ancora tenersi oggi, ma non ci sono conferme. Il premier ancora stamane è tornato sulla divergenza di vedute tra le due sponde dell'Atlantico, sottolineando che "quello dell'eurozona è un problema serio ma non è certamente l'unico squilibrio nell'economia mondiale". "Quello dello squilibrio di bilancio americano che non si è riusciti a risolvere in questi ultimi anni", ha aggiunto, è un "tema noto" che ieri "è stato ricordato più o meno da tutti, incluso Obama". Ma, "apparendo quel tema di attualità meno stringente delle cose europee, è stato un po' meno alla ribalta".

Al di là delle polemiche, ha sottolineato il premier, "la discussione di ieri è stata un progresso perché ciascuno di noi europei ha potuto constatare come siamo rispetto all'Europa e al resto del mondo nella visione sui problemi. E' stato un progresso di consapevolezza molto importante, perché momenti di decisione li avremo nei prossimi dieci giorni e di avvicinamento alle decisioni nei prossimi tre o quattro giorni quando ci incontreremo a Roma a quattro". I riferimenti sono al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno a Bruxelles e all'incontro del 22 giugno in Italia con Merkel, Hollande e Rajoy.

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