Monti: L'Europa non tema l'Italia

Roma, 4 gen. (LaPresse) - "L'Europa non deve più aver paura dell'Italia". Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti in un'intervista al quotidiano francese 'Le Figaro', che ha scelto proprio questa frase per titolare l'articolo. "L'Europa - spiega il premier - non ha motivo di avere paura dell'Italia. Abbiamo una merce molto rara in Europa, il consenso dell'opinione pubblica sull'integrazione europea. Sono stato commissario europeo per dieci anni. Il presidente della Repubblica Italiana è un convinto europeista. Abbiamo messo l'Europa al centro delle nostre preoccupazioni". "Abbiamo dovuto concentrare i nostri sforzi - prosegue - per adeguarci ai vincoli europei che Silvio Berlusconi si è trovato obbligato ad accettare in una situazione di emergenza, compreso il pareggio di bilancio nel 2013, e tradurli in azione. Quindi nessuna paura. Gli italiani hanno accettato con una flemma quasi britannica le pesanti misure che sono state loro imposte. Hanno dimostrato un ammirevole senso di responsabilità. Hanno fatto solo tre ore di sciopero. Hanno capito che i vincoli europei sono stati imposti pensando alle generazioni future. Tutti gli analisti concordano sul fatto che l'Italia abbia fatto il suo dovere". Secondo Monti le famiglie italiane hanno un tasso di risparmio elevato e fanno scarso ricorso al debito. Perchè allora questo forte attacco all'economia italiana, e perchè proprio nell'estate del 2011, più tardi rispetto agli altri Paesi? Monti dà la sua interpretazione spiegando: "La maggioranza al potere ha messo in discussione la sua politica di austerità fiscale dopo le elezioni regionali andate male per lei a maggio, e questo ha destabilizzato i mercati. Inoltre il governo non ha voluto ammettere la grave assenza di crescita e ha trascurato le politiche di liberalizzazione che avrebbero potuto rimediare a questa carenza. Verso giugno-luglio le agenzie (di rating, ndr) hanno lanciato degli avvertimenti che hanno aperto la via agli attacchi mercati". Un accenno poi al suo governo tecnico: Monti spiega che i partiti "non sono usciti dalla scena", ma restano anzi "i protagonisti". "Nessun partito - prosegue Monti - può lamentarsi di non essere stato consultato. Non essendo legati nè al centro destra nè al centro sinistra ascoltiamo tutte le loro proposte, anche le più esigenti. Comprese quelle dei sindacati". E per il futuro il presidente del Consiglio precisa che non ha paura che il governo cada: "Non siamo qui per sopravvivere, ma per fare un buon lavoro". Per quanto riguarda il consenso degli elettori, che all'inizio del governo era all'80% e ora si è attestato sopra il 50%, Monti commenta: "Non ho fatto niente per meritarlo. Al contrario il mio indice di gradimento dovrebbe essere prossimo allo zero, dati i sacrifici che chiedo agli italiani".
Un pensiero anche all'asse franco-tedesco: "L'armonia tra Francia e Germania è una condizione assolutamente necessaria per il corretto funzionamento e sviluppo dell'Europa, ma non è sufficiente. Due Paesi su 27, anche se sono i più grandi, non possono decidere per tutti gli altri". "Ho molto apprezzato - prosegue - il fatto che Nicolas Sarkozy e Angela Merkel abbiano mostrato un'apertura nei confronti dell'Italia durante l'incontro del 23 novembre a Strasburgo. Io darò tutto il contributo dell'Italia".

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