Monti: Interrompere riforme è peggio che non farle

Roma, 12 dic. (LaPresse) - "Le riforme hanno bisogno di tempo per mostrare i propri benefici mentre i costi, ineludibili, si vedono subito. Ecco perché spesso si dice che interrompere una riforma è peggio che non fare una riforma, perché i costi sono ben visibili e immediati e i benefici hanno effetto nel tempo". Così il presidente del Consiglio Mario Monti intervenendo all'assemblea pubblica di celebrazione del centesimo anniversario dell'Associazione nazionale filiera industria automobilistica (Anfia).

"Ecco perché - ha aggiunto il premier - è bene fare le riforme all'inizio della legislatura e non quando manca un po' di tempo al prossimo test elettorale e le forze politiche sono impegnate in campagna elettorale. È meglio iniziare presto, in italia ci si è trovati a non fare esattamente questo. Alcune riforme sono state fatte dal Governo precedente che però ha lasciato moltissimo da fare in questo ultimo anno. Chiunque si accinga a governare deve fare un'analisi attenta sulla fase in cui si trovano le riforme strutturali, alcune sono state introdotte e non attuate, altre depauperate dall'intervento delle parti sociali e servirebbe un'inplementazione. Ecco perché mi dispiacerebbe che si dicesse 'si sono fatte certe riforme ma dove sono i risultati'? Ci vuole prudenza, non vorrei prevalessero giudizi ipersemplificati".

Monti ha parlato poi delle critiche piovute sull'Italia dopo le sue dimissioni e la candidatura dell'ex premier Silvio Berlusconi: "Noi tutti - ha detto - siamo corresponsabilità nella quotazione nel mercato della credibilità e dell'immagine dell'aggettivo italiano, credo e sono sicuro che l'Italia sia per quel che riguarda il Governo e i poteri pubblici opererà per alzare la quotazione dell'immagine e della credibilità del nostro Paese che può ancora migliorare".

Dopo di che ha raccontato un aneddoto: "Quando fui nominato commissario europeo Berlusconi mi disse di andare a parlare con l'allora presidente della Commissione Jacques Santer e mi pregò di chiamarlo subito dopo. L'incontro fu lungo. Chiamai poi il presidente Berlusconi che mi rispose: 'So già tutto perché il presidente Santer mi ha telefonato subito'. Santer gli aveva detto: 'Molto bene quel professor Monti che mi hai mandato, non sembra neanche un italiano'. Ricordo con assoluta condivisione la indignazione espressa da Berlusconi nel sentire un politico europeo pronunciarsi in questo modo". "Pensai - ha concluso Monti - fosse una ragione in più per impegnarmi molto per cercare di smentire parola per parola quello che era stato detto".

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