Monti: Governo avanti fino a 2013

Mosca (Russia), 23 lug. (LaPresse) - "Mi è stato chiesto di amministrare il Paese fino alla primavera del 2013. Io e i miei colleghi stiamo cercando di farlo nel miglior modo possibile. Ma, naturalmente, alla fine di questo periodo ci saranno nuove elezioni che determineranno il nuovo governo. Spero e mi auguro che per quel momento i partiti politici saranno in grado di assumersi la piena responsabilità". Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti in un'intervista pubblicata sul quotidiano russo 'Rossiyskaya Gazeta', rilasciata alla vigilia della sua visita ufficiale a Mosca di ieri e oggi. "Speriamo - ha proseguito - che una buona legge elettorale possa facilitare la vita politica. Alla fine del mio mandato di primo ministro, rimarrò come senatore a vita. Lo ha deciso il presidente Napolitano. Con questo ruolo sarò in grado di osservare la vita del paese e continuare a lavorare per il suo bene per sempre".

Monti, che elogia il comportamento "molto responsabile" tenuto dai tre maggiori partiti italiani dopo la sua nomina, spiega che "servire il proprio Paese in un momento in cui sta attraversando grosse difficoltà è un onore e un enorme carico di responsabilità". "Ora - spiega - ho il potere diretto dello Stato, sostenuto dalle armi previste dalla Costituzione. E, dato che mi trovo in una posizione che non ha mai cercato, la vedo come una grande opportunità per cambiare la realtà del sistema politico, economico, sociale e spirituale avendo a mia disposizioni potenti leve. Si tratta di potere, ma anche di una grande responsabilità".

"Capisco che le persone che mantengono questo potere a lungo possano diventarne vittime - commenta il presidente del Consiglio - ma la mia esperienza al potere sarà così breve che mi permetterà di evitare un simile rischio". Monti conclude facendo il punto sulla situazione economica italiana: "Il nostro Paese si basa su fondamenta forti. Anche se è vero che abbiamo un elevato debito estero, è anche vero che il livello del debito privato dei cittadini è uno dei più bassi in Europa, grazie a decenni di risparmi generati delle famiglie italiane". "L'Italia - ha concluso - è la terza economia più grande in Europa, il settimo Paese più industrializzato al mondo e l'ottavo in termini di esportazioni".

"C'è un grande nervosismo sui mercati - ha detto il presidente del Consiglio a Soci, al termine dell'incontro con il presidente della federazione russa Vladimir Putin - per motivi che mi sembra hanno poco a che fare con problemi specifici dell'Italia, ma piuttosto con notizie, dichiarazioni, indiscrezioni che si susseguono circa l'applicazione delle decisioni del Consiglio europeo di fine giugno, che dovrebbero essere implementate senza rumore e in tempi più brevi".

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