Monti: Berlusconi? E' come il pifferaio magico, aveva illuso anche me

Roma, 14 gen. (LaPresse) - "Berlusconi è uno che ha già illuso tre volte: nel 1994, con la rivoluzione liberale, mi ero fatto illudere anch'io. Mi ricorda la favola del Pifferaio di Hamelin con i bravi topini, attratti dal fascino di questo personaggio, che vanno ad annegare in quel fiume". E' un Mario Monti a ruota libera quello che si è seduto nel salotto di Bruno Vespa, per una puntata di 'Porta a porta' durante la quale non ha risparmiato critiche all'ex premier Silvio Berlusconi, responsabile, a suo dire, di un "discorso illusionistico". Promettere di abbassare le tasse agli italiani, ha spiegato il professore, non è credibile perché viene proprio da chi "è il principale responsabile del livello delle tasse oggi. Chi ha governato otto degli ultimi dieci anni ha qualche responsabilità. E' puerile che le scarichi su chi ha governato nell'ultimo anno". Monti attacca il Cavaliere anche sul terreno dello spread. "Berlusconi dice: 'E' vero caro Monti, tu mio successore, hai portato lo spread così in basso, da 575 a 260, però c'è disoccupazione e perché le riforme non hanno dato effetto?' Anche un bambino sa che, tra il momento in cui si prende la medicina e il periodo in cui la malattia passa - ha puntualizzato il presidente del Consiglio dimissionario ci vuole del tempo". E ancora: "Berlusconi forse, a questo punto, potrebbe o dovrebbe godersi un pò di più la vita".

BERSANI. Più cauto nei confronti del leader della coalizione di centrosinistra, Pierluigi Bersani. "E' convinto di essere il prossimo presidente del Consiglio. Una convinzione legittima - ha detto Monti - e non inverosimile, secondo quanto dicono i sondaggi". Anche se di fronte all'ipotesi di un accordo con il segretario del Pd, il professore frena. "E' prematuro" ha spiegato, "vedremo che cosa avranno da dire Bersani e altri circa il modo di aprire l'economia e la società italiana".

IL FUTURO. Il premier ha parlato anche degli scenari futuri e commentando l'idea diffusa, prima della sua 'salita' in politica, che lo vedeva come capo dello Stato, ha sottolineato che l'ipotesi era "molto bell e importante, ma non tanto rilevante per il destino dell'Italia. Il caso del presidente Napolitano è eccezionale e sarà ricordato perchè è riuscito a dare una guida al Paese in una situazione di difficoltà". Il suo obiettivo è quello di vincere le elezioni. "Apparirò molto immodesto - ha commentato - ma dico che voglio che noi prevaliamo. Sarà troppo ambizioso per qualcuno che è partito due mesi prima delle elezioni, ma questa è una formula nuova che vuole attirare la maggioranza".

AGENDA ECONOMICA. Sui temi economici, il presidente del Consiglio, ha parlato della riduzione di un punto percentuale dell'Irpef "in poco tempo, se non ci saranno ostacoli da parte dei partiti come è avvenuto, ad esempio, sulla riduzione delle Province" e dell'aumento di un punto dell'Iva che "potrebbe essere evitato, ma dipende da cosa si farà sulla riduzione della spesa pubblica, dove c'è ancora parecchio da fare". "La pressione fiscale - ha sottolineato - deve diminuire: i governi che si sono succeduti, prima di me, l'hanno aumentata. A scanso di equivoci, dico che non penso a imposte di natura patrimoniale. Per abbassare le tasse occorre che si riduca la spesa pubblica".

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