Monti: Aumenti? Meglio che come Grecia

Roma, 31 mar. (LaPresse) - "La crisi dell'Eurozona non è ancora finita. Dall'inizio di questa crisi però sono stati fatti progressi enormi". Sono le parole del premier Mario Monti in conferenza stampa a Pechino. Il presidente del Consiglio ha anche sottolineato che nella sua stima crede che la crisi "sia quasi finita" e che, nonostante la sua preoccupazione "che l'Italia potesse essere un nuovo focolaio", così invece non è stato.


"Sono conscio- ha detto Monti - che stanno entrando in azione una serie di aumenti fiscali e delle tariffe, parte dei quali derivano da decisioni assunte in passato da altri governi, ma parte dei quali, e sono pronto ad assumermi le responsabilità, sono state introdotte da questo governo, ma sarebbe stato peggio finire come la Grecia. E' meglio trovare altre misure meno rozze, ma è stato fatto uno sforzo di riequilibrio del carico fiscale contro l'evasione chiamando a contribuire chi aveva fatto meno in passato, anche con gli scudi fiscali".

"Sono lieto che la lettera che ho scritto a un giornale italiano l'altra notte (pubblicata sul Corriere della Sera, ndr) abbia calmato le acque che si erano agitate nel dibattito politico di colpo, io credo senza fondamento. Sono contento che si sia rasserenata la situazione",ha detto il presidente del consiglio Monti, in conferenza stampa a Pechino, riferendosi alla lettera inviata al 'Corriere della Sera' che per il premier ha "dissipato i malintesi" nati con i partiti. "Malintesi" che per Monti sono nati dall'avere estratto la frase dal suo contesto, cosa che "può aver dato l' impressione di critiche o atteggiamenti irriguardosi verso i partiti". "Non c'è stata nessuna marcia indietro, perché non c'è mai stata nessuna partenza", ha detto Monti riferendosi alle dichiarazioni che hanno suscitato tante polemiche. "Leggo su un giornale che 'una discreta pressione' per far scrivere una missiva sia arrivata dal Quirinale. Benché parli molto spesso con il presidente Napolitano, non si è neanche sfiorato qualcosa che si riferisse a questo tema". Lo ha detto, in conferenza stampa a Pechino il presidente del consiglio, Mario Monti, a cui non sono piaciuti i retroscena di stampa che hanno ricondotto la sua lettera al 'Corriere della sera' ad una 'pressione del Quirinale' nei suoi confronti per calmare la polemica con i partiti.

"Io non ho nessun appuntamento specifico con il capo dello Stato per la prossima settimana, né ho parlato di avere un incontro con i leader della maggioranza. Potrei decidere di convocarli, ma ancora non ho deciso nulla", ha detto alla conferenza stampa a Pechino il premier Monti, smentendo notizie di incontri in programma la prossima settimana con il presidente Napolitano e a Palazzo Chigi con i leader della maggioranza.

"Io ero già convinto dell'importanza strategica della Cina a beneficio dei rapporti bilaterali fra Italia e Cina", ha detto iMonti, sottolineando che la collaborazione fra i due Paesi è da intensificare.

"Ho trovato le autorità del governo cinese molto informate sulla situazione italiana e molto positive sulla nostra situazione di governo", ha detto Monti . "Ho avuto l'impressione di una domanda potenziale della Cina molto rilevante - ha detto - e cioè il desiderio della Cina di trovare nell'Italia un partner commerciale e turistico oltre che un partner per l'aspetto degli investimenti reciproci nei due Paesi".

"Le mie aspettative su questo tour in Asia sono forti e finora non sono state deluse. L'Italia è in momento cruciale. Io voglio presentare il nostro Paese agli altri, finora tutto è stato soddisfacente, credo però che ci debba essere maggiore fiducia verso l'Italia e quello che stiamo facendo. Vorrei generare un nuovo entusiasmo verso l'Italia", ha dichiarato Monti. " Questo è un paese che sta diventando sempre più disciplinato e orientato all'economia di mercato oltre che sempre più radicato nell'Ue", ha aggiunto.

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