La 'Millennial' Furi: "Congresso Pd? Capisco che Renzi voglia starne fuori. Io voto Giachetti"

La fondatrice: "Credo nel Pd quindi sono contenta del fatto che adesso ci sia un congresso e Matteo fa bene a tirarsene fuori. Sostegno anche ad Anna Ascani" 

Non si sentono 'orfani' di Renzi, perché "credono nel Pd e il Pd non è solo Renzi", ma "capiscono" la sua scelta di chiamarsene fuori. I Millennials restano in campo, insomma. A spiegarlo a LaPresse è Arianna Furi, fondatrice della 'corrente' (ma guai a chiamarla così) più giovane dei dem. Ha 20 anni, fa politica da quando ne aveva 14, studia giurisprudenza ed è la più giovane componente della Direzione nazionale del Partito democratico.

"Io . Parlando da un punto di vista personale, chiunque lo capirebbe: ha vinto per due volte con il 70% e gli dicevano che non era legittimato, 'deriva autoritaria', eccetera. Anch'io al suo posto avrei detto: 'Va beh, alla terza volta fate voi, io rispetto chiunque venga eletto come segretario e non farò la guerra come è stato fatto a me, lavorerò in quanto membro del partito, in quanto senatore, però me ne tiro fuori'. Secondo me è una cosa positiva perché il Pd non è fatto da capicorrenti. E' fatto da tante persone, è un bene che ci siano tanti candidati che si mettono in gioco".

Furi non crede al 'nuovo' partito di Renzi. "Non credo che sia all'ordine del giorno, come dice lui. Concordo sul fatto che bisogna parlare di Italia in questo momento". Non c'è però una 'posizione Millennials' al congresso. "Ognuno appoggerà chi vuole: non ragioniamo come se fossimo una piccola corrente. Non c'è una posizione unitaria.
I Millennials sono ragazzi: ognuno sosterrà chi vorrà". La giovane componente della direzione dem sosterrà Roberto Giachetti e Anna Ascani: "a livello personale mi ritrovo molto nelle loro  figure, abbiamo condotto molte battaglie insieme", spiega. E forte dei suoi 11.200 follower su Instagram li sto aiutando a raccogliere le firme.

Non parlatele di quote rosa o poche donne al comando. "Da donna faccio un ragionamento un po' strano. Sono contro queste cose - spiega -  Considerare le donne alla pari degli uomini significa che non è necessaria una legge. Le persone vanno considerate non in base al genere ma alle idee. Vedere un partito che magari candida solo uomini, anche se adesso sono due le donne candidate (Ascani e Saladino, ndr), non vuol dire che non rispetta le donne ma che magari per ora ci sono più uomini che si vogliono mettere in gioco. Non la vivo questa problematica".  
 

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