Migranti, vertice Minniti-Raggi: "Rispettare umanità e legalità"
Il ministro dell'Interno ha incontrato la sindaca di Roma che ha proposto l'uso di caserme e alloggi sfitti per risolvere il problema abitativo

Asse tra la sindaca Virginia Raggi e il ministro Marco Minniti su sgomberi ed emergenza abitativa. Dopo più di tre ore di colloquio a porte chiuse al Viminale tra la sindaca Cinquestelle di Roma e il ministro dell'Interno, la linea emersa viene affidata a poche righe di comunicato in cui si afferma la priorità di "rispetto, legalità e umanità" per affrontare temi delicati che hanno riportato la capitale sotto i riflettori dopo gli episodi di scontri fra la polizia e gli occupanti,con le cariche degli agenti e gli idranti contro i rifugiati in piazza Indipendenza lo scorso 24 agosto.

"Si è convenuto sull'importanza di una collaborazione interistituzionale - recita la nota diffusa dal ministero di comune accordo con il Campidoglio -, come quella già in corso con la Regione, per affrontare il tema dell'emergenza abitativa, delle politiche migratorie e dell'accoglienza, stabilendo delle priorità nel rispetto dei principi di legalità e di umanità". Il ministro Minniti ha illustrato le linee guida in via di definizione, fondate su due pilastri, uno nazionale e uno territoriale a partire dalle Città Metropolitane. E la prima cittadina ha posto sul tavolo due proposte: la messa a disposizione delle caserme, quelle dotate di alloggi di servizio, e riattivare il mercato immobiliare delle case sfitte e invendute.

"A Roma abbiamo oltre 200mila case tra sfitte e invendute e ci sono oltre diecimila persone in attesa di un alloggio da otto-dieci anni", ha sottolineato la sindaca. Raggi annuncia che la direttiva srà emanata a breve e "sugli sgomberi, ci saranno delle ulteriori iniziative che il ministro porrà in essere". Insomma, la riunione - fortemente voluta dalla sindaca Cinquestelle - si è svolta in un "clima collaborativo": un inedito per i rapporti tra Raggi e il governo. Mentre il vertice era in corso, alcune decine di manifestanti si sono riunite in un sit-in di protesta in piazza dell'Esquilino. Ma l'acquazzone che si è abbattuto verso l'ora di pranzo ha mandato via anche gli ultimi irriducibili. 

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