Migranti, Toninelli: "Sbarcheranno in Italia, ma sono dei facinorosi"
Salvati dalla Vos Thalassa si sarebbero quasi ammutinati per non tornare in Libia. Poi il trasbordo sulla Diciotti. Salvini: "Alla fine li porteremo in Italia: "Ma sbarcheranno solo per andare in galera"

La Vos Thalassa, rimorchiatore italiano al servizio di una piattaforma petrolifera della Total, ha trasbordato i 66 migranti che aveva salvato nella acque Sar libiche sulla "Diciotti" nave della Guardia costiera italiana, che ora saranno sbarcati in Italia per le dovute misure cautelari e gli accertamenti giudiziari correlati alle condotte che hanno messo a repentaglio la vita dell'equipaggio del Vos Thalassa.

La Guardia Costiera cerca di riassumere la vicenda e racconta che la Vos Thalassa domenica ha segnalato una situazione di grave pericolo per la security della nave e del suo equipaggio, composto da 12 marittimi, tutti di nazionalità italiana, causato da "atteggiamenti minacciosi nei confronti dell'equipaggio stesso da parte di alcuni migranti", all'arrivo in zona della Guardia Costiera libica. Per questo la Diciotti è intervenuta a tutela dell'incolumità dell'equipaggio del rimorchiatore battente bandiera italiana, che intanto dirigeva verso nord. "Accertate le buone condizioni di salute dell'equipaggio, la nave Vos Thalassa ha potuto riprendere la navigazione per ritornare alle proprie ordinarie mansioni commerciali". E ancora: "Il personale della nave Diciotti ha già adottato le prime azioni volte al riconoscimento dei migranti e ad individuare i responsabili dei disordini a bordo, al fine di assicurarli alla competente Autorità giudiziaria italiana.

La vicenda - In un primo tempo è parso di capire che tra Ministero dei Trasporti e Viminale ci fossero posizioni divergenti: Toninelli era per lo sbarco e Salvini insisteva per la chiusura dei porti. Poi Salvini ha cambiato idea, dopo la notizia dell'ammutinamento dei migranti: "Sbarcheranno solo per andare in galera". "Se qualcuno ha fatto qualcosa che va contro la legge - ha detto il ministro - appena sbarca in Italia finisce in galera e non in un centro di accoglienza".

Toninelli - Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, poco prima, con un tweet si è detto orgoglioso del lavoro svolto dalla nave Diciotti della Guardia Costiera italiana che "ha preso a bordo 60 migranti che stavano mettendo in pericolo di vita l'equipaggio della Vos Thalassa. Ora avanti con indagini per punire i facinorosi". Per quanto si sa, Toninelli (a parte l'errore perché la Vos Thalassa è un rimorchiatore non un incrociatore, cioé una nave da guerra) avrebbe deciso che i migranti sbarcheranno in Italia.

Il caso della Beckett - Dopo la nave militare irlandese "Samuel Beckett", tocca a una nave commerciale italiana, la "Vos Thalassa". Cambia la casistica ma il tema è sempre lo stesso: qualunque nave si trovi a passare nelle acque del Mediterraneo può ricevere un Sos di barconi in difficoltà carichi di migranti. La legge del mare dice che, in questi casi, si deve intervenire. La legge di Salvini (perché non c'è una norma precisa in materia) dice che i porti italiani sono chiusi e, così, adesso, si apre un altro caso: quello della Vos Thalassa, nave italianissima di 60 metri (registrata a Genova) che di mestiere fa l'"offshore supply ship" (in sostanza, il rimorchiatore) e, in particolare, in questo periodo fa la guardia a una piattaforma petrolifera della Total nelle acque Sar libiche.

L'intervento del Vos Thalassa - La questione è presto spiegata. Il rimorchiatore "Vos Thalassa" ha ricevuto il messaggio di richiesta di aiuto. Come si fa in mare, è intervenuto e ha salvato 66 persone in difficoltà. Poi ha chiesto alla Guardia Costiera italiana in quale porto deve portare i migranti. La risposta, su ordine del Viminale, è stata che i porti italiani sono chiusi a questo tipo di operazioni e che Vos Thalassa avrebbe dovuto lasciare spazio all'intervento della Guardia Costiera libica o portare le persone in Libia. Secondo il Ministero, il Vos Thalassa ha invece "anticipato l'intervento delle Guardia costiera libica che era gia' stata allertata". Quindi, il rimorchiatore italiano sarebbe intervenuta in anticipo, ma, in mare, queste cose sono difficili da stabilire. La regola è sempre stata che si muove chi è più vicino perché anche qualche minuto di ritardo può fare la differenza tra salvare e lasciare morire.

Il punto, poi, diventa anche il terrore dei migranti di essere riportati in Libia. Molti di loro fuggono proprio dallo spettro dei campi di concentramento libici e non hanno nessuna intenzione di tornarci o di finirci per la prima volta.

 

 

 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata