Migranti, pressing di Salvini sulla Tunisia: "Più voli charter per rimpatri"

L'intento è che di voli "ne partano di più e con più gente a bordo", ma bisognerà convincere la controparte

La prossima settimana iniziano i rimpatri dei 184 tunisini sbarcati venerdì a Lampedusa. Si comincia con 80. Il ministro dell'Interno e vicepremier, Matteo Salvini, non ha fatto mistero di voler velocizzare le operazioni che, in base agli accordi con le autorità locali, prevedono la partenza ogni settimana dall'Italia di due voli charter per rimpatriare i tunisini. Martedì a Roma il numero uno del Viminale incontrerà rappresentanti del Paese "perché non c'è guerra, non c'è carestia e non si capisce perché barchini o barconi devono partire dalla Tunisia e arrivare da noi". Il governo sta lavorando per cambiare accordi "che altri ci hanno lasciato che non sono assolutamente soddisfacenti". L'intento è che di voli charter "ne partano di più e con più gente a bordo", ma bisognerà convincere la controparte tunisina.

La strada, viste le tensioni in Europa e l'impossibilità almeno al momento di trovare una strategia comune, è quella degli accordi bilaterali. Da inizio anno, secondo i dati della Direzione centrale dell'immigrazione e della polizia delle frontiere, sono stati allontanati 1.812 immigrati tunisini irregolari, su un totale di 3.515. Dei 1.812, 128 sono stati respinti alla frontiera, 51 riammessi nei Paesi di provenienza e 1.633 propriamente rimpatriati (569 espulsi con accompagnamento alla frontiera, 64 espulsi su provvedimento dell'autorità giudiziaria, 995 respinti dai questori, 5 ottemperanti all'ordine di questi ultimi). "In tre mesi al governo, 40mila sbarcati in meno rispetto all'anno scorso, alla faccia di chi diceva 'non si può fare niente'. Volere è potere", rimarca Salvini.

E non calano solo gli arrivi sulle coste. I permessi di soggiorno concessi ai richiedenti asilo per protezione umanitaria sono scesi del 30% dall'entrata in vigore della direttiva sull'asilo. Dal 5 luglio al 31 agosto sono stati concessi 2.759 permessi, il 19% del totale delle pratiche, a fronte dei 3.085 (il 28% del totale) dello stesso periodo dell'anno scorso, e i permessi per protezione sussidiaria sono passati da 881 del 2017 (8%) a 538 (4%), in calo del 53%. In aumento, per contro, le decisioni adottate, passate da 11.170 a 14.367. "Il maggior numero di domande esaminate - rivendica Salvini - è frutto dell'assunzione di nuovo personale, il maggior rigore nel rilascio dei permessi è frutto di una circolare del ministero, e con i decreti immigrazione e sicurezza ci saranno ulteriori miglioramenti".

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