Migranti rimandati in Italia dalla Germania, Salvini: "Chiudiamo gli aeroporti". Berlino: "Nessun rimpatrio imminente"

Il ministro dell'Interno si oppone, ma la decisione di Berlino rientra perfettamente nel quadro tracciato dal Trattato di Dublino

La notizia che aveva creato un nuovo  fronte di scontro tra l'Italia e gli altri Paesi europei sull'immigrazione sarebbe falsa. "Non c'è nessun charter questa settimana" per i migranti da respingere in Italia. Con queste parole, riportate dai media tedeschi, un portavoce dell'Ufficio del Land bavarese per immigrazione e rifugiati (Bayern-Bamf) ha smentito la notizia diffusa dall'agenzia di stampa tedesca dpa, che - citando fonti dell'aeroporto di Monaco - aveva riportato possibili voli charter organizzati dalle autorità bavaresi verso l'Italia e programmati per i prossimi giorni.

Si era parlato di quaranta migranti secondari da mandare in Italia con un volo charter. Notizia a cui Matteo Salvini aveva risposto senza mezzi termini: "Se qualcuno, a Berlino o a Bruxelles, pensa di scaricare in Italia decine di immigrati con dei voli charter non autorizzati, sappia che non c'è e non ci sarà nessun aeroporto disponibile. Chiudiamo gli aeroporti come abbiamo chiuso i porti". Dichiarazione che aveva scatenato polemiche dal momento che il Viminale non avrebbe potuto opporsi alla scelta tedesca, visto che Berlino si sarebbe attenuta alle norme contenute nel Trattato: i migranti che, dopo essere sbarcati e aver chiesto asilo nel nostro Paese, viaggiano nel resto d’Europa possono essere rimandati indietro proprio perché l’accordo prevede che sia il Paese di primo approdo a valutarne la domanda d’asilo e quindi a farsi carico del profugo fino al termine della procedura.

A commentare il caso anche un perplesso Luigi Di Maio, che, a margine di un incontro elettorale a Potenza, dichiara: "Questa cosa dei charter con i migranti che arrivano in Italia non so chi l'abbia autorizzata. Sui secondary movement, che era il tema su cui si discuteva come Italia in Europa e che ci chiedeva la Germania, non è stato sottoscritto nessun accordo. Adesso vediamo cosa accadrà, ma a mio modo di vedere per fare queste cose ci vogliono gli accordi". "Oppure si sta dicendo che possiamo rimpatriare africani sub-sahariani nei Paesi dell'Africa senza nessun accordo? - si domanda -. Se si sta sdoganando anche questo principio ce lo dicano, a me non risulta si possa fare in Italia sui Paesi africani e quindi credo che non si possa neanche fare fra l'Italia e la Germania questa cosa che Berlino si sveglia la mattina e comincia a fare i trasferimenti sui charter".

Il portavoce dell'Ufficio della Baviera ha precisato che il Land può finanziare dei voli propri di espulsione, ma che questi in ogni caso devono essere "coordinati con la polizia federale tedesca". Inoltre ha fatto sapere che i poliziotti bavaresi hanno già accompagnato alcuni voli del genere, ma solo "per fare esperienza". I media tedeschi spiegano che solitamente è la polizia federale ad essere responsabile dell'accompagnamento degli stranieri in caso di espulsioni o rimpatri, ma negli ultimi mesi la polizia federale ha addestrato una ventina di agenti della polizia bavarese come "personale di accompagnamento in volo". Secondo informazioni del ministero dell'Interno della Germania, sempre citate dai media locali, a fine luglio ci sarebbe stato un accompagnamento collettivo in Italia tramite un charter per Milano, e in quel caso il volo era stato organizzato e pagato dalle autorità bavaresi. L'agenzia di stampa tedesca dpa, tuttavia, sottolinea che quel volo era stato accompagnato dalla polizia federale.

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