Migranti, Renzi: Italia ha fatto la sua parte, l'Unione europea no
Il premier al vertice di Bratislava critico con Francia e Germania: "Segnali troppo timidi"

 Il vertice informale del Consiglio europeo, in Slovacchia, ha registrato "alcuni passi avanti ma ancora é abbastanza lontano dal disegno di Europa che abbiamo in testa". Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi, al termine del vertice informale di Bratislava. 

"Dopo la Brexit dobbiamo evitare che la montagna partorisca un totpolino. Il mio intervento è stato di stimolo, per usare un eufemismo. Il lato positivo è che l'agenda è condivisa", ha spiegato Renzi. "Noi abbiamo delle soluzioni un po' diverse. Abbiamo girato la clessidra, adesso l'appuntamento è Roma", dove a marzo i leader si riuniranno per il 60esimo anniversario della nascita della Cee. 

"Noi stiamo facendo la nostra parte e siam pronti a farla anche da soli. Ma quello che non funziona è la parte internazionale sull'immigrazione. L'Italia ha fatto tutto quel che doveva fare, l'Europa no", ha sottolineato il premier italiano. 

A chi gli chiede se è finita l'epoca del direttorio a tre con Francia e Germania, Renzi risponde: "L'Italia non è innamorata di un formato o di un altro. Se Francia e Germania son soddisfatti delle conclusioni, buon per loro. Io non posso fare una conferenza stampa con il cancelliere tedesco e il presidente francese. Non devo fare una recita a copione per far vedere se siamo tutti uniti". 

"Io non sono disponibile a partecipare all'atteggiamento perbenista di chi dice 'il summit è andato bene, va tutto bene'. Non possiamo arrivare a Roma, a marzo 2017, con questa situazione in Africa e con questa situazione economica. Qualche segnale l'abbiam visto, ma è ancora un po' timido". 

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