Migranti, Mattarella: "Serve razionalità, chiusura confini è da evitare"
Il capo dello Stato da Tallinn. Il cancelliere austriaco Kurz: "Condividiamo l'obiettivo della Germania di rimandarli nel Paese di primo ingresso". Il ministro dei Trasporti austriaco Hofer: "Controlli al Brennero sarebbero disastro"

Mettere a rischio la libertà di circolazione nell'area di Schengen è da irresponsabili. Sergio Mattarella tuona durante la sua seconda tappa nei paesi Baltici, mentre in Europa si infiamma il dibattito sui migranti, con conseguente irrigidimento delle posizioni dei singoli Paesi. E mentre la Commissione europea fa sentire la sua voce, avvertendo Berlino e Vienna che prima di ogni passo in avanti, o indietro, "devono consultarci", Germania e Austria scendono in campo, l'una sotto braccio dell'altra, proseguendo sulla strada dei respingimenti e dei controlli alle frontiere.

Mattarella si trasferisce a Tallinn e nella splendida cornice dei giardini del palazzo presidenziale torna sul tema migranti ribadendo che il fenomeno "non può essere accantonato o ignorato" ma "va governato e può essere governato insieme con uno sforzo congiunto dell'Unione europea".  In questa fase soprattutto i giovani devono "poter viaggiare liberamente dal Sud al Nord dell'Europa, o dall'Est all'Ovest dell'Unione" e "mettere a rischio questo è poco responsabile". E qui la stoccata contro chi ha firmato le prime minacce: "Parlare di chiusura dei confini, in un momento in cui tutto consentirebbe maggiore razionalità nell'analizzare e governare il fenomeno migratorio, è da evitare".
 

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