Migranti,Gruppo studio Viminale: richieste asili, Italia 3a in Ue 2014

Roma, 21 ott. (LaPresse) - Nel 2014 i richiedenti asilo in Italia sono stati 64.625, il 142,8% in più rispetto al 2013. Sono solo due i Paesi europei che lo scorso anno hanno ricevuto un numero maggiore di richieste: la Germania (202.815) e la Svezia (81.325). Ne dà notizia un rapporto presentato oggi a Roma e realizzato da un gruppo di studio voluto dal sottosegretario al ministero dell'Interno Domenico Manzione e dal Dipartimento per le Libertà civili e per l'Immigrazione del Viminale per analizzare il sistema dell'accoglienza italiano.

Il 37% delle richieste esaminate dalle commissioni italiane nel 2014 sono state negate, nel 28% dei casi è stata riconosciuta la protezione umanitaria, nel 22% la protezione sussidiaria e nel 10% l'asilo politico.

L'anno scorso, tra i richiedenti asilo, le donne erano solo il 7,6% (media europea 29,7%) e il 6,8% erano minori (media europea 25,5%).

GLI OSPITATI -. Sono 99.096 i migranti ospitati in strutture italiane: il 72% di loro vive nei 3.090 Cas (centri d'accoglienza straordinari, strutture temporanee aperte dalle prefetture), il 21% in 430 progetti Sprar (Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), il 7% in 13 Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) e lo 0,5% in Cie (Centri di identificazione ed espulsione).

GLI ARRIVI-. Sulle coste italiane dall'1 gennaio al 10 ottobre 2015 sono sbarcate 136.432 persone, il 7,4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2014.

L'anno scorso furono complessivamente 170.100 i migranti sbarcati, 42.925 nel 2013, 13.267 nel 2012, 62.692 nel 2011. Quest'anno il Paese da cui proviene il maggior numero di migranti via mare è l'Eritrea, seguito da Nigeria, Somalia, Sudan e Siria - i siriani furono i più numerosi l'anno scorso.

"La strategia messa in campo dal Ministero dell'Interno per l'accoglienza dei migranti non è più emergenziale, ma ordinaria e flessibile", ha detto Rosetta Scotto Lavina, direttore centrale del Dipartimento per le libertà civili e per l'immigrazione del Viminale.

"Chiediamo ai sindaci un nuovo protagonismo, perché l'accoglienza gestita dai comuni funziona meglio. È finito il tempo dei grandi centri, il futuro è l'accoglienza diffusa", ha affermato Mario Morcone, capo del Dipartimento.

"Anche il Parlamento deve fare la sua parte - ha aggiunto Morcone -, superando la legge 328/2000, diventata ormai obsoleta. Negli ultimi dieci anni l'Italia ha fatto tanto per l'accoglienza e noi non vogliamo che venga fatto un solo passo indietro".

Per la Scotto Lavina, "È necessario affrontare con estrema flessibilità un fenomeno in continuo mutamento come quello migratorio. Nel 2013 il sistema dell'accoglienza italiano non era adeguatamente strutturato, ma oggi possiamo dire che il Ministero, in sinergia con le prefetture, ha saputo dare risposte adeguate, con una governance dell'accoglienza multilivello che ha coinvolto enti locali e Ong. Suggeriamo di far convergere le strutture d'accoglienza verso il modello Sprar (Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e auspichiamo si possano raggiungere tempi di permanenza certi per i migranti nelle strutture".

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