Migranti, governo compatto su linea dura. Nel M5s gelo Fico-Di Maio
Luigi Di Maio, lo gela: "Parli solo a titolo personale"

Il governo è compatto. È il Movimento che non si sente tanto bene. Oltre che minare la diplomazia europea, la questione dei migranti fa tremare i polsi alla prima forza politica dell'Italia. Il presidente della Camera, Roberto Fico, prende le distanze dal ministro dell'Interno e il leader politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, lo gela: "Parli solo a titolo personale".

Roberto Fico rifinisce così gli orli all'abito che si è cucito addosso nei primi mesi di governo: quello di leader di una 'corrente' anti-salviniana. Voce di chi mal sopporta la nonchalance con cui finora si è 'tollerato' certi proclami contro lo straniero. E le due anime del movimento, finora emerse e sommerse a intervalli regolari, vengono finalmente a galla. "Io i porti non li chiuderei, bisogna essere solidali con chi emigra", dice Fico, dopo aver visitato l'hotspot di Pozzallo. E loda il lavoro delle Ong nel Mediterraneo, le stesse che lo scorso anno sono state nel mirino del suo compagno politico, e attuale vicepremier.

È davvero il "ragazzo" di Beppe Grillo, Roberto Fico. Fedelissimo, duro a morire, pentastellato della prima ora. L'intervento della terza carica dello Stato crea non pochi problemi a Di Maio, che non gradisce per niente un'uscita che complica un rapporto fragile, costruito in poco tempo e con difficoltà con Matteo Salvini.

Il ministro dell'interno non si sposta neanche di un millimetro. OpenArms trae in salvo dalle onde 59 migranti e lui si scatena contro la "mafia del traffico di esseri umani": meno persone partono, meno persone muoiono è la posizione. Torna a mettere le cose in chiaro: battono bandiera spagnola, hanno prestato soccorso a un barcone in acque Sar libiche, più vicini a Malta, si scordino di attraccare in uno dei porti italiani. Fico rompe col governo e arrivano, inevitabili, reazioni di stizza e di solidarietà. Giorgia Meloni lo chiama 'Boldrino', ironizzando sulla sua predilezione per i migranti rispetto ai terremotati italiani. Il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, lo apprezza: "Ora mi auguro che voglia muoversi sia verso la maggioranza di governo e nel suo movimento perché si rifletta con serietà sulla situazione e si fermino scelte sbagliate come quelle fatte sino a qui dall'esecutivo". 
 

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