Migranti, brusca frenata M5S su presunto accordo regolarizzazione
Migranti, brusca frenata M5S su presunto accordo regolarizzazione

I pentastellati precisano in una nota dopo alcune voci diffuse stamattina: nessuna intesa raggiunta, contrari a sanatoria indiscriminata 

 Nessun accordo è stato ancora raggiunto sulla regolarizzazione dei migranti da inserire nel dl Rilancio. E' quanto spiegano fonti M5S sottolineando che il confronto è "work in progress". La precisazione arriva dopo voci su una intesa raggiunta ieri notte durante l'incontro di Conte con i capi delegazione della maggioranza. Nula di acquisito invece. Secondo quanto si apprende dalle stesse fonti il nodo sarebbe quello del condono penale per i datori di lavori per favorire l'emersione del lavoro nero, ma anche l'ipotesi di una sanatoria allargata che sarebbe tornata sul tavolo. L'intesa tecnica, replicano dalla maggioranza, è stata concordata, resta ora da vedere se si "riesce a chiudere quella politica".

 "Sul tema dei lavoratori stagionali, rimaniamo fortemente contrari rispetto a qualunque intervento che si configuri come una regolarizzazione indiscriminata. Non riteniamo questa una soluzione che possa rispondere alle reali esigenze nostre aziende del settore agroalimentare. Confermiamo il nostro principio di partenza: il permesso di soggiorno deve essere legato ad un contratto di lavoro, non viceversa". Lo scrive in una nota il Movimento 5 Stelle.

"Resta poi confermato il nostro fermo 'no' rispetto a qualunque ipotesi di sanatoria sui reati commessi. Non possiamo immaginare che possa farla franca chi si è macchiato di caporalato, di sfruttamento delle persone. Questo significherebbe, tra l'altro, anche prendersi gioco di tutte quelle aziende oneste che invece hanno sempre rispettato le leggi e rispettato i diritti dei lavoratori. Se vogliamo dare un segnale frte e chiaro, dovremmo inasprire le pene e aumentare i controlli".

 I regolarizzabili stranieri potrebbero essere fino 500 mila. Considerando 2 leve: quella dei permessi di ricerca di lavoro per sei mesi, a cui si aggiungerebbe quella che affida al datore di lavoro l'emersione del lavoro nero

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata