Mes, Conte riferisce alla Camera: "Riforme fondamentali per Italia e Ue"
Mes, Conte riferisce alla Camera: "Riforme fondamentali per Italia e Ue"

Il premier attacca: "Contro di me accuse gravissime"

“La discussione che si sta portando avanti in Europa sul tema del Mes e sulle altre riforme connesse è fondamentale per l’Italia e per il futuro stesso dell’Unione. Il Parlamento Italiano ha riconosciuto l’importanza di questo passaggio, sottolineando nei suoi pronunciamenti e nella risoluzione votata lo scorso giugno che è necessaria una valutazione congiunta dei tre elementi del pacchetto di approfondimento dell’unione economica e monetaria. Questo dibattito, tuttavia, non andrebbe strumentalizzato con notizie distorte e alimentato da accuse prive di fondamento, che rischiano di danneggiare il nostro Paese e di compromettere l’interesse nazionale”. Lo ha dichiarato il premier, Giuseppe Conte, durante l’informativa sul cosiddetto Fondo Salva Stati alla Camera.

"Nel negoziato abbiamo cercato e ottenuto regole che fossero vantaggiose per l’Italia sia nel remotissimo caso in cui dovessimo arrivare a chiedere anche noi fondi al Mes, sia in quelli, molto più frequenti, in cui l’Italia si ritrovasse dal lato di coloro che erogano il prestito. Il modo migliore per affrontare questa complessa e articolata riforma non è affidarsi a sterili polemiche che vorrebbero alimentare una rappresentazione manichea tra i presunti gelosi custodi dell’interesse patrio e succubi pronti a raccogliere i diktat europei", ha sottolineato il presidente del Consiglio.

“Considerando i numerosi interventi svolti, in Assemblea e nelle commissioni parlamentari, sia alla Camera sia in Senato, possiamo convenire che le accuse, mosse in questi giorni da diversi esponenti politici di opposizione, circa una carenza di informazione e di consultazione sulla questa materia così rilevante, così sensibile per l'interesse nazionale, siano completamente false”, ha aggiunto Conte.

"Le accuse che mi sono state rivolte, tuttavia, trascendono ampiamente i più accesi toni e le più aspre contestazioni che caratterizzano l’odierna dialettica politica, già di per sé ben poco incline alla 'cura delle parole'. Siamo al cospetto di un’accusa gravissima”, ha rincarato la dose il premier. "Da alcune settimane i massimi esponenti di alcune forze di opposizione hanno condotto una insistita, capillare campagna mediatica, accusandomi di avere adottato, nel corso di questo negoziato con le Istituzioni europee, condotte talmente improprie e illegittime da essermi reso responsabile di alto tradimento”.

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