Mes, accordo raggiunto all'Eurogruppo. Ma in Italia scoppia la polemica
Mes, accordo raggiunto all'Eurogruppo. Ma in Italia scoppia la polemica

Prestiti al via dal 1° giugno: avranno una durata media massima di 10 anni. Il presidente Centeno: "Tutti i Paesi potranno ricavare fino al 2% del proprio Pil". Spaccatura nel governo giallorosso. Il Pd: "Condizioni favorevoli, è un passo avanti per il Paese". M5s: "Inadeguato, serve il Recovery Fund". Salvini: "Non è un regalo, sono soldi prestati". Meloni: "È una trappola per topi"

L'Eurogruppo ha raggiunto un accordo sulla nuova linea di credito del Mes – il cosiddetto Fondo Salva Stati – per le spese sanitarie legate all'emergenza coronavirus. L'unico requisito per accedere al prestito sarà che gli Stati membri dell'area Euro che richiedono il sostegno "si impegnino a utilizzare questa linea di credito per sostenere il finanziamento interno all'assistenza sanitaria diretta e indiretta, i costi relativi alla cura e alla prevenzione legati alla crisi di Covid-19", secondo quanto si legge in una nota pubblicata da Bruxelles. Gli Stati membri dovranno preparare un 'piano individuale di risposta pandemica' sulla base di un modello unico.

"Tutti i Paesi dell'area dell'euro saranno in grado di trarre il 2% del loro Pil in prestiti a condizioni molto favorevoli e con scadenze lunghe. Non tutti i Paesi hanno la stessa potenza di fuoco. Per questo noi dobbiamo garantire condizioni di pariità", ha dichiarato il presidente dell'Eurogruppo, il portoghese Mário Centeno. I prestiti avranno una durata media massima di 10 anni, a un tasso di interesse dello 0,1%. I governi avranno tempo fino al dicembre 2022 per attivare la linea di finanziamento e non sarà attivato alcun programma di aggiustamento macroeconomico per gli Stati che ricorreranno al Mes.

Subito dopo l'annuncio di Bruxelles, in Italia è scoppiata la polemica politica, anche all'interno del governo giallorosso. Il premier, Giuseppe Conte, per ora tiene una posizione prudente, ma il nuovo Mes segna una spaccatura tra M5e e Pd. Per i pentastellati le misure approvate dall'Eurogruppo "risultano ancora insufficienti rispetto alle reali necessità legate a questa emergenza. Per questo è necessario compiere uno sforzo straordinario rispetto al Recovery Fund, l'unico strumento in grado di affrontare seriamente questa emergenza e il maggior debito legato a questa emergenza deve essere scorporato dai calcoli futuri dei parametri sul debito".

Di parere opposto il Partito democratico. "Una grande opportunita' per l'Italia: 37 miliardi di euro per ospedali, assunzione di medici infermieri, personale, investimenti per nuovi farmaci e cure. Costruiamo un grande piano con le Regioni per la rinascita italiana e per migliorare la vita delle persone", ha dichiarato il segretario del Pd Nicola Zingaretti. "L'accordo dell'Eurogruppo rispecchia i requisiti che il Governo italiano ha posto con forza in queste settimane. L'unica condizione è quella della spesa sanitaria. Con questa premessa, credo sia auspicabile usare i 37 miliardi previsti'', ha aggiunto il capogruppo Pd in Senato, Andrea Marcucci.

Italia Viva attacca i Cinque Stelle, pur senza mai citarli chiaramente. "Se non usiamo questa possibilità, verrebbe voglia di chiedere questi soldi a chi continua a opporsi per ragioni ideologiche o di slogan senza senso", fa sapere il vice capogruppo di IV alla Camera Luigi Marattin, che aggiunge: "L'Eurogruppo ha confermato definitivamente che la linea di credito speciale del Mes avra' una sola rigorosa condizionalità: la stessa decisa esattamente un mese fa, usare quei soldi solo per spese dirette e indirette legate alla crisi sanitaria. Possiamo prendere a prestito fino a 35,74 miliardi, per una durata al massimo decennale e a un tasso attorno al -0,1%".

Nel Centrodestra solo Forza Italia appoggia l'eventuale richiesta del prestito. "Il Mes senza condizioni è un'opportunità per investire in sanità, sicurezza e lavoro. Ma, per propaganda, il M5S continua a dire no, mentre il Pd dice sì. Si voti in Parlamento per legittimare la decisione dell'Italia e verificare l'orientamento del governo", ha twittato la deputata forzista e vicepresidente della Camera Mara Carfagna.

Lega e Fratelli d'Italia, invece, ribadiscono la loro contrarietà alla misura. "Il Mes non è un regalo, sono soldi dati in prestito, da restituire a precise condizioni scelte a Bruxelles e non in Italia. La Lega – insieme a tanti economisti italiani – continua a ritenere quella del Mes una strada pericolosa e priva di certezze, mentre l’emissione straordinaria di Buoni del Tesoro 'Orgoglio Italiano' – garantiti come dovuto dalla BCE – per un importo anche maggiore non avrebbe per l’Italia nessun rischio né condizione”, ha dichiarato il leader del Carroccio Matteo Salvini. "Il Mes è un trattato internazionale, non un programma della Ue, e che quindi non basta una lettera di Gentiloni o un vago impegno politico per cambiarlo. La trappola per topi si sta facendo più raffinata, ma temo rimanga una trappola per topi", ha invece sottolineato la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni.

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