Merkel: Abbiamo da imparare da Italia

Roma, 4 lug. (LaPresse) - "Le riforme strutturali portate avanti dal premier Monti e dai suoi ministri sono veramente valide". Lo ha detto la cancelliera Angela Merkel, nel corso di una conferenza stampa congiunta col premier Mario Monti a villa Madama, in occasione del vertice bilaterale a Roma tra Italia e Germania. "Dovremmo condividere - ha aggiunto - il buono dei nostri Paesi e laddove ci sono delle pecche anche in Germania dovremmo imparare gli uni dagli altri". La Merkel ha sottolineato il "gran numero di riforme" realizzate dal governo italiano "in pochissimo tempo", spiegando che in Germania si sta ragionando su "come possiamo rafforzare le infrastrutture" e che "anche la Germania non ha ancora raggiunto una apertura completa dei servizi".

"Se i nostri vicini nell'Unione europea non stanno bene anche la Germania alla lunga non andrà bene", ha continuato la cancelliera, sottolineando che "il 60% del nostro export è in Eurolandia, abbiamo molto interesse al fatto che i nostri partner stiano bene". "È nostra preoccupazione - ha sottolineato - che anche altri Paesi raggiungano un buon livello di sviluppo economico altrimenti la Germania perde la sua prosperità".

"Ho confermato alla cancelliera - ha detto per parte sua Monti - la determinazione con cui il governo italiano intende continuare sulla strada della disciplina di bilancio", spiegando di averle parlato dell'impegno italiano "in prospettiva sulla crescita", in particolare sulla "qualità della spesa pubblica" attraverso la spending review, "fattore essenziale per crescita sostenibile a livello nazionale". Monti ha sottolineato ancora una volta che "l'Italia non chiede un sostegno perché non ha bisogno di sostegno per far fronte al suo disavanzo", puntualizzando che "l'Italia quest'anno avrà un disavanzo del 2% del Pil, la metà della media dell'Ue" e che l'anno prossimo registrerà "un avanzo in termini strutturali".

"Grazie al sostegno degli italiani e del Parlamento ora l'Italia non è nelle condizioni della Grecia e del Portogallo ed è per questo che l'Italia non fa domanda di utilizzare i meccanismi" decisi nell'ultimo Consiglio europeo, ha ricordato. "Lo scopo essenziale del nostro Governo - ha aggiunto - è stato evitare che l'Italia si trovasse a impensierire la cancelliera Merkel, fuor di metafora che si trovasse in una situazione simile a quella della Grecia". Per questo "nel brevissimo periodo abbiamo dovuto fare una manovra basata sull'aumento delle tasse, per quanto sgradevole". In seguito, "trattenuta l'Italia sull'orlo del precipizio, è venuto il tempo delle riforme strutturali". "Abbiamo avviato così - ha continuato - una riduzione della spesa dopo un'analisi molto precisa dei settori in cui ci sono sprechi". "Non faremo tagli lineari - ha spiegato - misure tanchant come avremmo potuto fare, sulla spesa pubblica, ma cose necessarie".

Monti è tornato poi anche sulla riforma del lavoro, che è stata, ha detto, "faticosamente approvata in Parlamento non ha goduto di buona stampa e credo ciò sia avvenuto, parlando con sereno rispetto delle parti in causa, per due ragioni: la prima é che le parti dei datori di lavoro e dei lavoratori hanno avuto il desiderio di stravincita da una parte e di conservatorismo dall'altra e quindi una riforma definita 'epocale' da alcuni è stata svilita da entrambe le parti".

In giacca color salmone e pantaloni bianchi, la Merkel é stata accolta a villa Madama dal picchetto d'onore dei granatieri di Sardegna. Per l'Italia presenti i ministri allo Sviluppo economico, Corrado Passera, il viceministro alle Infrastrutture e trasporti, Mario Ciaccia, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, il ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, e il viceministro all'Economia, Vittorio Grilli. Per la delegazione tedesca il vice cancelliere e ministro per l'Economia e la Tecnologia, Philipp Rossler, il ministro delle Finanze, Wolfgang Shauble, quello degli Esteri, Guido Westerwelle, il ministro dei Trasporti, dell'Edilizia e dello Sviluppo urbano, Peter Ramsauer, e il ministro del Lavoro e delle Questioni sociali, Ursula von der Leyen. Prevista la presenza a un pranzo di lavoro allargato anche del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, e del presidente di Bdi (l'omologa organizzazione tedesca) Hans-Peter Keitel.

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