Medioriente, Camera approva due mozioni diverse per riconoscimento Palestina

Roma, 27 feb. (LaPresse) - La Camera ha approvato due distinte mozioni sul riconoscimento dello Stato palestinese. La prima a passare è quella presentata dal Pd, approvata con 300 sì e l'appoggio anche di Sel. L'altra è quella dei centristi di Area popolare e Scelta civica approvata con 237 voti favorevoli e 84 contrari. Su entrambe, anche se diverse, il governo si era espresso a favore. Nel merito delle mozioni, la proposta di Ap-Sc non prevede espressamente il riconoscimento diretto della Palestina ma impegna il governo "a promuovere il raggiungimento di un'intesa politica tra il gruppo islamico Hamas e il suo antagonista laico Al-Fatah che, attraverso il riconoscimento dello Stato d'Israele e l'abbandono della violenza determini le condizioni per il riconoscimento di uno Stato palestinese". Inoltre prevede altri due impegni: che il governo sostenga sia in sede bilaterale che multilaterale, di concerto con i partner europei, la tempestiva ripresa del negoziato diretto fra israeliani e palestinesi, come via maestra per la realizzazione degli Accordi di Oslo; che il governo promuova in seno all'Unione Europea una azione più determinata sulla crisi del Medioriente ripristinando l'inviato speciale per il processo di pace ma soprattutto prospettando a entrambe le parti i vantaggi di un partnerariato speciale con la stessa Unione, una volta che fosse concluso il conflitto.

La mozione del Pd, invece, prevede impegna il governo solo "a continuare a sostenere in ogni sede l'obiettivo della costituzione di uno Stato palestinese che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo Stato di Israele, sulla base del reciproco riconoscimento e con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo; a promuovere il riconoscimento della Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, tenendo pienamente in considerazione le preoccupazioni e gli interessi legittimi dello Stato di Israele; a ricercare, a tal fine, un'azione coordinata a livello internazionale, e in particolare in seno all'Unione europea ed alle Nazioni Unite, in vista di una soluzione globale e durevole del processo di pace in Medio Oriente fondata sulla esistenza di due Stati, palestinese ed israeliano; ad attivarsi per sostenere e promuovere il rilancio del processo di pace tramite negoziati diretti fra le parti".

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