Matteo Salvini al Salone del Libro, tra fan e contestatori
Il leader leghista in visita a Torino

Pomeriggio bollente quello che si è appena vissuto al Salone del Libro di Torino. Non solo per il ricchissimo programma - che prevedeva fra le altre conferenze, quella del premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi, quella dell'autore di 'Gomorra' Roberto Saviano, andata sold out, e l'appuntamento con Walter Veltroni e Pippo Baudo per la presentazione di 'Ciao'. Il clou è stato raggiunto con la visita allo stand Rizzoli del leader della Lega Nord Matteo Salvini, che si è concesso un vero e proprio bagno di folla firmando le copie del suo libro 'Secondo Matteo'. Come annunciato, non sono mancati i momenti di tensione: alcuni ragazzi lo hanno contestato, al grido di 'vergogna' ma sono stati subito allontanati dalle forze di sicurezza. I sostenitori di Salvini hanno urlato ai contestatori 'Andate via'. Salvini è apparso tranquillo e per nulla scosso dall'accaduto:  "Se si considera contestazione due persone che urlano 'vergogna', allora anche io dico a te 'vergogna' e sei contestato anche tu", risponde parlando con i giornalisti. "Io razzista? Ci sono abituato. Se non mi dessero del razzista ogni giorno mi preoccuperei".

LA QUESTIONE MIGRANTI - Profughi sì, clandestini no. O saranno guai per tutti. E' questa l'opinione netta del leader del Carroccio circa l'emergenza migranti, che Salvini spiega più estesamente in mezzo ai visitatori del Salone e ai suoi sostenitori: "I numeri dicono che stanno arrivando più immigrati in Italia che in Grecia. Non voglio fare il gufo - direbbe l'altro Matteo, quello più importante - ma temo che queste saranno una primavera e una estate caldissime. O si blocca questo flusso o saranno più problemi per tutti, per gli italiani sicuramente ma in primis per i veri rifugiati, che dovrrebbero essere accolti con tutti i crismi".


L'ONESTA' DEVE ANDARE DI MODA - Gli altri temi affrontati da Salvini, incalzato dai giornalisti, sono tutti politici, prima fra tutti la nota polemica nei confronti del Movimento 5 Stelle: "I 5 Stelle a Quarto, a Livorno come a Parma mi sembrano veramente una bufala. Al M5S chiedo di essere coerente. L'onestà - ha sottolineato - andrà di moda dicevano e io come Lega porto avanti questo impegno, l'onesta deve andare di moda".

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