Mattarella: Vuoto su Consulta non può continuare. Lotta a Isis? Italia in prima linea

Roma, 10 dic. (LaPresse) - "In passato si è verificato qualche caso di lungo ritardo nell'elezione di giudici della Corte ma si trattava di sostituire un solo giudice. Questa volta ne vanno eletti tre e il problema è molto più serio; e più grave. La mancanza di tre giudici incide molto sulla funzionalità della Corte Costituzionale e questo vuoto non può continuare". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un'intervista a 'Il Messaggero' a proposito dell'elezione di tre giudici della Consulta. "Inoltre - ha aggiunto - la Costituzione prevede una composizione articolata ed equilibrata della Corte: cinque scelti dal Parlamento, cinque dal Presidente della Repubblica, cinque dalle magistrature. La mancanza di oltre la metà dei giudici di una componente altera l'equilibrio voluto dai Costituenti e questa condizione aggiunge un ulteriore aspetto di gravità allo stallo che si registra. Non si tratta di impoverimento del Parlamento ma ogni passaggio a vuoto incide negativamente sulla sua autorevolezza e sulla valutazione della sua capacità di funzionamento".


LOTTA ALL'ISIS. L'Italia è in prima linea nella lotta contro l'Isis, ha sottolineato Mattarella. "L'azione per sconfiggere Daesh, il cosiddetto Isis, va condotta su più piani - dice Mattarella - è importante quello culturale. Non dimentichiamo che il reclutamento, nelle città d'Europa, avviene mediante la predicazione, diretta e soprattutto via web: dobbiamo contrapporre a questa predicazione argomenti e indicazioni che facciano comprendere a giovani che ne sono destinatari quanto sia preferibile vivere nella tolleranza, nel rispetto degli altri, nella convivenza in pace. Naturalmente è necessaria un'azione di polizia che garantisca, in maniera efficace, prevenzione e repressione: di fronte alla gravità del pericolo occorre disporre di strumenti adeguati, e sia in Italia che nell'Unione Europea ne sono stati apprestati. Quel che andrebbe assicurato in misura molto maggiore è una piena collaborazione dei servizi di intelligence dei vari Paesi", spiega il presidente. E' poi "certamente necessaria una risposta militare per annullare le basi di leadership e organizzative del terrorismo. L'Italia lo sta facendo da tempo, in tanti teatri di operazione".

DALL'IRAQ ALL'AFGHANISTAN. Secondo Mattarella, non c'è rischio che l'Italia si autoemargini non partecipando ai raid: "Nelle due riunioni di quest'anno del Consiglio Supremo di Difesa abbiamo attentamente esaminato le situazioni di crisi e la linea espressa dal governo è pienamente in linea con quanto valutato in quella sede. Ma credo che sia utile ricordare alcuni dati di fatto. L'Italia è presente con quasi settecento militari in Iraq, secondo contingente dopo quello Usa, nel teatro anti Daesh" ricorda. "Siamo, inoltre, presenti in Afghanistan, dove pure si fronteggiano fondamentalisti legati ad Al Qaeda, con ottocentocinquanta militari: anche qui il secondo contingente dopo quello Usa. Siamo presenti in Libano, con oltre millecento militari che, sotto bandiera Onu e con comando italiano, contribuiscono, in prima fila, a evitare che un Paese amico come il Libano, che già subisce gravi sofferenze e tensioni, divenga come la Siria o l'Iraq. Siamo presenti in Kossovo, con comando affidato all'Italia, con settecento militari, per evitare che le tensioni che vi permangono possano riesplodere e si tratta di un Paese dove, come è noto, affiorano da tempo venature di fondamentalismo e da dove sono partiti numerosi combattenti di Daesh verso Siria e Iraq". E poi "abbiamo un contingente di un centinaio di addestratori in Somalia", "la nostra Marina militare sta svolgendo un prezioso lavoro, apprezzato dalla comunità internazionale, nei mari del Corno d'Africa, nella missione contro la pirateria che, sotto comando italiano, sta debellando quel fenomeno che ha allarmato per anni. È appena il caso di ricordare quel che la Marina sta facendo nel Mediterraneo". "Tutto si può dire - sottolinea il capo di Stato - tranne che l'Italia sia chiusa in se stessa, che non collabori o che si emargini".


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