Mattarella: "Il vento del sovranismo non minaccia l'esistenza dell'Ue"
Mattarella: "Il vento del sovranismo non minaccia l'esistenza dell'Ue"

Il presidente della Repubblica punta il dito contro gli euroscettici. E parla anche di migranti e rapporti Italia-Francia

"Vi è un gran numero di paesi che si trovano in situazioni senza precedenti. Ma non credo che questi cambiamenti possano avere conseguenze sul funzionamento del Parlamento, della Commissione e del Consiglio europeo, e meno ancora minacciare l’esistenza dell’Unione". Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un'intervista rilasciata lo scorso 27 febbraio a Richard Heuzé, pubblicata da Politique Internationale, rispondendo a una domanda sul 'vento del sovranismo'. "La logica storica che sottende all’integrazione è più forte di tutte le polemiche, di tutte le contestazioni e di tutte le deviazioni".

E punta il dito contro gli euroscettici: "I temi della campagna rispecchiano sempre meno le questioni nazionali. La gente si interessa sempre più a ciò che accade negli altri paesi dell'Unione ed è consapevole di condividere un destino comune. Lungi dal provare estraneità, come vorrebbero far credere alcuni, gli europei provano un senso di appartenenza crescente. E paradossalmente, all'origine di questo rinnovato interesse vi sono i movimenti euroscettici. A forza di denigrare le istituzioni e le politiche europee, sono riusciti a mobilitare nuovamente gran parte della popolazione. Sono quarant'anni che il Parlamento europeo è eletto a suffragio universale diretto, ma, per la prima volta - sottolinea il Capo dello Stato - stiamo assistendo a una vera e propria campagna elettorale pan-europea nel senso pieno del termine. Non si tratta cioè di 27 campagne elettorali separate, bensì di un unico dibattito in un'unica arena, cui prendono parte leader e partiti politici di tutti i paesi". 

Migranti - Il capo dello Stato ha parlato anche di migranti. A proposito delle sanzioni contro i paesi membri che rifiutano la solidarietà e mettono in discussione i valori fondanti dell'Unione europea dichiara: "Le sanzioni rientrano nel diritto europeo. I principi fondamentali dell'Unione sono sanciti dai trattati e questi ultimi prevedono delle procedure volte a garantirne un'applicazione equa e omogenea. Ma vi è un altro interrogativo: quali valori vogliamo proteggere? La libertà, la democrazia, il rispetto dei diritti umani, il primato del diritto, in breve, valori che riguardano le persone e i popoli, e non certo la conservazione di ipotetici 'spazi vitali', né gli interessi nazionalistici o l'antagonismo fra comunità. Guardiamoci da coloro che vorrebbero ribaltare questo approccio!".

Sul tema Mattarela chiede solidarietà agli Stati membri: "Soltanto una soluzione europea può consentirci di padroneggiare un fenomeno che rischia di scuotere il continente. Questo sarà uno dei temi principali della prossima legislatura europea. La questione migratoria chiama in causa la coscienza europea. Che la solidarietà sia mancata è un fatto di cui non si può che prendere atto. La maggior parte dei governi ha reagito in funzione di preoccupazioni elettorali interne, e ciò ha impedito loro di dare una risposta comune a questo fenomeno senza precedenti. Naturalmente, non è stato così in tutti i paesi. La Cancelliera tedesca Angela Merkel ha dato prova di un notevole coraggio, anche sul piano elettorale. Altri si sono rifiutati di fare checchessia. In ogni caso, questo episodio ha mostrato la necessità di una risposta collettiva alla tratta di esseri umani"

Rapporti Italia-Francia - Cancellate le conseguenze della crisi diplomatica tra Italia e Francia? "Assolutamente. Il Forum economico che si è tenuto il 1° marzo a Versailles, e che ha riunito le organizzazioni degli imprenditori dei nostri due paesi, la Confindustria e il Medef, ha dimostrato che i nostri rapporti di lavoro non hanno subito lacerazioni". E sul tema dell'estraddizione dei membri delle Brigate Rosse ricercati dalla giustizia italiana e accolti in Francia: "Penso che i nostri due paesi, tanto vicini per cultura giuridica e per storia, sapranno trovare un accordo su una questione delicata come quella delle estradizioni. Il nostro paese ha sofferto molto durante quelli che si sogliono definire gli 'anni di piombo'. Siamo riusciti a sconfiggere il terrorismo senza mai derogare in alcun modo alle regole della democrazia e alle garanzie di diritto. In particolare, non abbiamo mai fatto ricorso alla legislazione di emergenza. Ecco perché oggi l'esigenza di giustizia è così sentita dal popolo italiano".

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