Maroni: Non mi dimetto, sono stato tradito
Il governatore della Lombardia si difende dopo lo scandalo sanità che ha coinvolto il suo braccio destro Fabio Rizzi

Ipotesi di dimissioni dopo lo scandalo sanità in Lombardia e l'arresto del consigliere regionale Fabio Rizzi? Per il governatore Roberto Maroni la risposta è "assolutamente no". "Non mi dimetto. Mi sono chiesto se ho qualche responsabilità, ma non ce l'ho: sono stato tradito da una persona di cui mi fidavo", ha detto Maroni durante la registrazione di Porta a Porta su Rai1. "Chi sbaglia, fosse anche il mio miglior amico, lo prendo a calci e se ne deve andare", ha aggiunto.

"E' una cosa incredibile, sono sconcertato e incazzato. Rizzi - ha proseguito - è una persona che conosco da venti anni, un leghista della prima ora. Quando ti senti tradito da un amico non hai difese. Non so come sia potuto succedere: è una sorta di dottor Jekyll e mr. Hyde. Ha sempre fatto quello che doveva fare nel suo incarico politico. Posso solo augurarmi che possa dimostrare la sua estraneità, anche se leggendo gli atti è difficile". 

 "Capisco la mozione di sfiducia perché l'opposizione fa il suo mestiere, ma l'unico risultato sarà di rafforzare la maggioranza", ha aggiunto il governatore della Lombardia.

In merito all'imprenditrice Maria Paola Canegrati coinvolta nello scandalo sulla sanità insieme a Rizzi, Maroni ha poi affermato: ""Io non conosco quell'imprenditrice. Evito di ricevere persone proprio per impedire che poi vadano dai direttori degli ospedali a dire che conoscono il governatore".

 

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