Il senatore Matteo Mantero (M5S)
Mantero (M5S): "Decreto sicurezza incostituzionale". La Digos negli uffici del Comune di Palermo

Continua lo scontro sul provvedimento contestato da molti sindaci (e difeso da altri). Il senatore pentastellato attacca. Salvini in disaccordo con Conte che è pronto a incontrare l'Anci. Anche Pizzarotti contro il dl. Renzi: "Creerà problemi, ma le leggi si rispettano"

Continua lo scontro tra i sindaci (non tutti) e Salvini sul Decreto Sicurezza (ormai legge) mentre la Digos ha fatto una visita agli uffici dell'anagrafe di Palermo per verificare le procedure usate in tema di migranti.

E nascono problemi anche dentro la maggioranza. Perché, se i sindaci di centrodestra si schierano abbastanza compatti dalla parte del ministro degli Interni, la mossa di Conte che si è detto disponibile a incontrare l'Anci per discutere l'applicazione del provvedimento, ha spiazzato Salvini che ha attaccato duramente i primi cittadini "ribelli" (Orlando e De Magistris in testa) accusandoli di tradimento e minacciando di mandare ispettori per controllare l'applicazione delle norme. E anche nel M5S riaffiorano i maldipancia che avevano già segnato l'approvazione del decreto. Il senatore genovese Matteo Mantero (che non aveva votato la fiducia sul decreto) e che ha sfiorato l'espulsione, parte deciso all'attacco definendo "incostituzionale" il provvedimento..Sul punto interviene anche Di Maio che dice, sostanzialmente tre cose: 1) i sindaci M5S applicheranno la legge; 2) chi si sente a disagio si ricordi che ha votato il decreto; 3) Nessuno nel governo è contrario all'incontro con l'Anci.

I sindaci di Palermo e Napoli (ma molti altri sono d'accordo con loro) sostengono che il decerto sicurezza è incostituzionale perché discrimina tra esseri umani in base alla provenienza, ma è anche controproducente e di difficile gestione perché, con la quasi totale abolizione della "protezione umanitaria" mette fuorilegge e sulla strada migliaia di persone già inserite in processi positivi di integrazione sociale e lavorativa. Queste persone non potranno più avere un permesso di soggiorno, una casa o un lavoro. Il risultato, secondo i sindaci, sarà un aumento della criminalità. Il decreto, infatti, è stato definito "criminogeno" da Orlando e da De Magistris.

Anche il senatore Pd Matteo Renzi contesta il provvedimento, ma sostiene vada rispettato in quanto legge: "Creerà molti problemi e pasticci e forse sarà sanzionato dalla Corte Costituzionale. Ma in attesa della decisione della Consulta, le leggi si rispettano. Salvini tre anni fa invitava alla disobbedienza civile contro le nostre leggi sui diritti civili, sul canone Rai e su molto altro. Ma noi noi non siamo come Salvini". 

Digos a Palermo - Agenti della Digos si sono recati nell'ufficio anagrafe del Comune di Palermo, a seguito delle dichiarazioni del sindaco Leoluca Orlando sulla sospensione delle procedure previste dal decreto sicurezza e le direttive impartire al capo area, Maurizio Pedicone. Secondo quanto si apprende i poliziotti hanno chiesto agli impiegati di descrivere la procedura per l'iscrizione anagrafica dei migranti che vogliono regolarizzare la loro posizione, e una copia della nota trasmessa dal primo cittadino. 

Matteo Mantero (M5S) - "Ecco quello che si ottiene emanando un decreto incostituzionale e stupido, a solo scopo propagandistico, che auspicabilmente sarà smontato dalla Consulta: creare illegalità dove non c'era, ridurre l'integrazione peggiorando le condizioni di vita di italiani e stranieri, far fare bella figura ai sindaci del Pd che hanno contribuito a creare il falso problema dell'immigrazione e ora passano per i paladini dell'integrazione. Filotto insomma...". Lo scrive su Facebook il senatore M5S, Matteo Mantero, a proposito del decreto Sicurezza. Al momento del voto di fiducia, a Palazzo Madama, l'esponente pentastellato, assieme ai colleghi Paola Nugnes, Elena Fattori, Gregorio De Falco e Virginia La Mura, era uscito dall'aula in segno di polemica con il contenuto del provvedimento firmato dal vicepremier, Matteo Salvini. Quel gesto gli costò il deferimento al collegio dei probiviri, che lo scorso 31 dicembre, però, avevano deciso l'archiviazione del suo caso. Ora il parlamentare M5S torna sul tema, assestandosi su posizioni decisamente contrarie a quelle del ministro dell'Interno. "La prossima volta proviamo ad ascoltare i nostri sindaci, come quelli di Roma e Torino ad esempio - scrive infatti sulla sua pagina ufficiale -, che avevano esposto in maniera chiara e non strumentale come stanno facendo Orlando & C. le problematiche che avrebbe causato questo decreto". 

Matteo Renzi - La posizione del senatore Pd è chiara: il il decreto è scritto male ma è una legge, e come tale va rispettata, almeno fino a che non si pronuncerà la corte Costituzionale.  "Sul decreto sicurezza io la penso come il Sindaco Dario Nardella: il decreto Salvini è scritto male, creerà molti problemi e pasticci e forse sarà sanzionato dalla Corte Costituzionale. Ma in attesa della decisione della Consulta, le leggi si rispettano. Salvini tre anni fa invitava alla disobbedienza civile contro le nostre leggi sui diritti civili, sul canone Rai e su molto altro. Ma noi non siamo come Salvini". 

Di Maio - Luigi Di Maio è intervenuto per chiarire la questione del dissenso con i suoi: "Se c'è qualcuno che si sente a disagio, si ricordi che ha votato il decreto Sicurezza perché fa parte di una maggioranza, che ha sostenuto questo provvedimento". Il ministro del Lavoro invita i parlamentari giallo-verdi a "non prendere parte" alla polemica, che definisce una "boutade politica", perché "sarà la Corte costituzionale a giudicare il decreto". Inoltre, "in questo momento quello che si sta creando attorno alla vicenda è un'occasione di campagna elettorale, ecco perché al centro vorrei mettere, prima di tutto, qualche verità - sottolinea -. I sindaci che dicono il 'porto è aperto' o 'il porto è chiuso', non hanno alcuna autorità, per legge, per deciderlo". Poi, sulla questione dell'Anci, aggiunge: "Io non ho notizie che qualche membro del governo si stia opponendo all'incontro di Conte con l'Anci". 

Leoluca Orlando - "Al nervosismo del ministro Salvini rispondo che ho solo esercitato le mie prerogative di sindaco. Ho sospeso l'applicazione di norme di esclusiva competenza comunale che potevano pregiudicare i diritti umani di persone e adesso adirò all'autorità giudiziaria perché possa in quella sede essere rimessa la questione alla Corte Costituzionale che giudicherà la legittimità di queste norme che hanno un sapore disumano perché trasformano in illegali coloro che sono legali e credo che questa sia una vergogna". Lo dice il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, nel corso di un sit-in organizzato nel capoluogo siciliano per protestare contro il decreto sicurezza. "Considero queste norme un insulto non solo ai migranti ma anche agli italiani". 

Luigi De Magistris -  "Matteo Salvini sta violando apertamente la Costituzione, sulla quale ha giurato, il traditore è lui e dovrebbe dimettersi. Le sue sono politiche disumane". Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, intervistato dal Manifesto. Secondo il primo cittadino: "Il governo lucra politicamente sulla propaganda fatta sulla pelle dei migranti, e i sindaci vengono lasciati da soli a gestire l'astio sociale, aizzato dall'esecutivo stesso ed esasperato dall'aumento delle imposte locali". "Il dl Sicurezza crea una bomba sociale con il ridimensionamento degli Sprar a favore dei Cas, grandi contenitori di esseri umani senza servizi e strumenti di inclusione. Così si andrà a ingrossare la marginalità, spingendo le persone verso l'illegalità. Ed ecco creata l'emergenza sociale che serve alla propaganda leghista - attacca De Magistris - è un provvedimento razzista particolarmente odioso". "Mi auguro che da alcune componenti più sensibili di questo governo si senta battere un colpo, altrimenti significa che Salvini è diventato il padrone- aggiunge - Ma dovrebbero dire qualcosa anche pezzi dei 5S che non si riconoscono nella deriva leghista del Movimento". 

Federico Pizzarotti - Il sindaco di Parma (uscito dal M5S nel 2016) si schiera (su Facebook) contro il decreto sicurezza: "Se si riducono le protezioni per i richiedenti asilo ma non si è in grado di rimpatriarli, come ha fatto sapere il ministro col bombardino in mano mentre i sindaci lavorano in ufficio, aumentano per le strade gli stranieri senza permesso di soggiorno. È logica, non servono scienziati. Questo decreto è contro gli italiani perché rischia di gettare instabilità nelle città, e i sindaci nella necessità di gestire centinaia di persone senza che siano riconosciute dallo Stato italiano". Pizzarotti fornisce poi alcuni dati sul fenomeno: "A supporto, i numeri: tra il 2018 e il 2020 gli irregolari aumenteranno di 140 mila unità (stime ISPI). Uomini e donne in strada che popoleranno le nostre città, le nostre strade e le nostre periferie, che sfuggiranno ai controlli delle nostre forze dell'ordine. I sindaci non protestano per partito preso, ma perché a differenza del ministro col bombardino in mano e del ministro in motoslitta, dovranno gestire questa vera e propria bomba sociale. Il decreto sicurezza Salvini è contro gli italiani e contro le città"

Andrea Cassani (sindaco di Gallarate) - Riguardo la protesta dei sindaci di centrosinistra contro il decreto sicurezza, "sicuramente faremo sentire la nostra voce nelle sedi opportune dato che il presidente di Anci Decaro che dovrebbe essere super partes ha preso posizione decisa contro il decreto sicurezza che è legge dello Stato". Lo dice Andrea Cassani, sindaco di Gallarate, esponente della Lega, su Radio Cusano Campus. "Mi sembra assurdo alcuni miei colleghi facciano questo tipo di manifestazioni - aggiunge - Tutti ci troviamo ad amministrare i nostri comuni con delle leggi che non ci vanno a genio, eppure dobbiamo rispettarle. Io stesso magari sulle unioni civili ho una posizione personale, tant'è che non le ho mai celebrate, ma non ho mai impedito che si celebrassero nel mio Comune. Io stesso quando mi trovo giuramenti sulle cittadinanze di persone che non sanno nemmeno una parola di italiano non è che sono contento".

Enrico Rossi (governatore Toscana) -  "Cari Di Maio e Salvini ficcatevi in testa che non siete i padroni del Paese. I sindaci si ribellano a Salvini e Di Maio, contro una legge disumana che mette sulla strada, allo sbando, decine di miglia di persone che così diventano facile preda dello sfruttamento brutale e della criminalità organizzata. Fanno bene i sindaci a ribellarsi". Lo scrive, questa mattina su Facebook, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.

Dario Nardella (sindaco di Firenze) - Ecco Dario Nardella, sindaco di Firenze questa mattina al Giornale Radio Rai - "E' grave che un ministro smentisca il Presidente del Consiglio. Mi auguro che l'incontro si faccia ugualmente perché con questa legge molti migranti verranno buttati in mezzo alla strada e diventeranno un pericolo sociale in mano alla criminalità. In realtà su una legge così delicata ed importante il Ministro dell'interno non ha convocato tutti i sindaci per discuterne e quindi è bene che Decaro chieda un incontro anche per riscriverla. Io dico per riscriverla radicalmente. Nell'Anci c'è una maggioranza di sindaci che la pensa come me. Il vero rischio è che si possano produrre delle situazioni di emergenza sociale. Per questo, come chiede il Presidente Mattarella, è necessaria la collaborazione istituzionale. Il Ministro dell'interno dovrebbe farsi portatore delle preoccupazioni che i sindaci vivono quotidianamente".

Calano le richieste di asilo - Scendono, grazie al crollo degli sbarchi e la stretta del decreto sicurezza, le richieste di asilo. Secondo i dati del Viminale a dicembre dello scorso anno sono le domande sono state 2.753, il 27% in meno rispetto alle 3.784 di novembre. Le richieste rinviate al mittente sono state 5.870, l'82% del totale (erano l'80% a novembre ed il 74% ad ottobre). Anche sul tema della protezione umanitaria, i dati sono in netto calo: a dicembre è stata concessa al 3% dei richiedenti (236 persone), contro il 5% di novembre ed il 13% di ottobre.

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