Manovra, raggiunto accordo tecnico tra Roma e Bruxelles, verso ok in Commissione

Lo confermano fonti del Mef. Il premier Conte mercoledì a mezzogiorno riferirà al Senato sull'esito della trattativa

Ore concitatissime, fino all'agognata fumata bianca: c'è l'accordo con l'Ue sulla manovra, sia pur 'tecnico' e 'informale'. Sarà passato mercoledì al vaglio dei commissari durante la riunione del Collegio. L'annuncio, arrivato da fonti del Mef, sembra prendere in contropiede il resto del governo: negli stessi minuti il vicepremier Luigi Di Maio festeggiava l'approvazione definitiva della legge 'Spazzacorrotti' ribadendo di essere "molto fiducioso che porteremo a casa l'accordo sulla manovra, con tutte le misure che ci abbiamo messo dentro e senza procedura di infrazione".

Tanto che, dopo la diffusione della notizia, da palazzo Chigi è arrivata la frenata: meglio essere prudenti, dicono fonti di governo, quasi a giudicare incauta la corsa in avanti di via XX Settembre. Certo, conferma chi è vicino al premier e ai vice, vi è la ragionevole previsione che la proposta che sarà portata domani all'attenzione del Collegio della Commissione sarà positiva per l'Italia, utile a evitare l'infrazione. Ma occorre attendere che si completi la procedura per poter considerare definitivamente conclusa la negoziazione. E dunque viene sottolineato che è essenziale mantenere la riservatezza anche nell'ultimo tratto del negoziato.

Ultimo tratto che è stato condotto, come il resto, in prima persona non solo dal ministro dell'Economia ma anche dal premier Giuseppe Conte, che ha sentito per l'ennesima volta sia il vicepresidente della commissione Valdis Dombrovskis sia il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici. E proprio da questi ultimi è arrivata, prima della comunicazione ufficiale della commissione Ue, l'anticipazione del buon esito della trattativa che da settimane tiene inchiodato il governo e il Parlamento. "Grande soddisfazione" esprime intanto il vicepremier Matteo Salvini "per il risultato raggiunto, per i miglioramenti inseriti ascoltando categorie e associazioni, finalmente da gennaio la manovra diventano soldi veri per aiutare milioni di italiani".

L'esame della manovra andato finora a rilento, obbligatoriamente inchiodato alla discussione politica tra Roma e Bruxelles. E di fatto se l'esame della Camera è stato limitato a poche misure, quello del Senato è andato avanti con la stessa lentezza, tanto che l'approdo in aula inizialmente previsto per martedì pomeriggio è stato rinviato a giovedì pomeriggio e le modifiche al testo di governo e relatori devono ancora essere votate. Mancano, peraltro, quelle fondamentali su reddito di cittadinanza e quota 100, anch'esse legate alle trattative con l'Europa.

Dai relativi stanziamenti sono stati recuperati circa 4 miliardi di euro ma senza, hanno assicurato premier e vicepremier, intaccare platea e importi: "Siccome partono un po' dopo, il reddito a marzo e quota 100 a febbraio, costeranno un po' di meno", ha assicurato Di Maio. Complessivamente, il deficit dovrebbe scendere di quasi 4 punti rispetto a quanto annunciato dal governo a settembre, dal 2,4% al 2,04% - almeno- mentre a garanzia della discesa del debito il governo ha posto un maggior impegno sulle dismissioni immobiliari che dovrebbero garantire entrare per lo 0,9 percento di Pil. In ballo anche la revisione della stima della crescita del Pil per il 2019, dal contestato 1,5% all'1%.

Mercoledì alle 12 il premier Conte al Senato, sull'esito della trattativa tra Roma e l'Ue sulla manovra. Dopo riprenderà il lavoro della commissione che punta a portare il testo in aula giovedì per il via libera a palazzo Madama prima di Natale, mentre appare ormai sempre più probabile che l'ok definitivo arriverà entro fine anno. 

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