Manovra, Monti alla prova partiti

Roma, 5 dic. (LaPresse) - Immediate le reazioni politiche all'intervento del premier Mario Monti alle Camere per illustrare la manovra economica. "Devono porre la fiducia altrimenti non credo ci sia la possibilità di approvare la manovra". Questo il commento del leader del Pdl, Silvio Berlusconi, secondo cui il provvedimento 'salva Italia' "contiene diverse cose su cui non siamo aperti". "Tuttavia- ha detto l'ex presidente del Consiglio - il problema non è una singola parte, ma la necessità di approvarla per intero per la situazione che si è creata. Noi sosteniamo il governo lealmente e continueremo a sostenerlo". Per Berlusconi "qualcosa si potrà migliorare, la discussione in commissione è tesa al miglioramento per raggiungere quelli che sono gli obiettivi della manovra, magari con una puntualizzazione delle singole misure atte ad migliorandum".

Qualche accento critico sui provvedimenti anticrisi di Monti da parte del segretario del Pd Pierlugi Bersani: "Condividiamo la filosofia della riforma pensionistica. Però l'approccio a questa riforma deve essere meno duro". Il leader del Pd ha commentato così la manovra su twitter: "La tassa sui capitali scudati è importante, ma l'1,5% è un buffetto. Lavoreremo per migliorarla". "Confermiamo che siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità - ribadisce Bersani - ma abbiamo detto anche cosa faremmo noi e cosa chiediamo sia fatto: dobbiamo assolutamente migliorare la manovra". Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera, in aula alla Camera, ha ricordato "la nostra missione è quella di salvare l'Italia". "I dati di oggi dello spread - ha sottolineato Franceschini - dimostrano che quando ci sono le misure, c'è la possibilità di uscire dalla crisi. Questa è una manovra che nasce come specchio della situazione, il governo sta lavorando in mezzo all'emergenza e facendo una sintesi tra posizioni diverse. Noi avremmo voluto di più sui grandi patrimoni, la destra avrebbe fatto altre scelte".

Durissimo il leader del Carroccio, che stronca così la manovra di Monti: "Non serve a niente". Questo l'affondo di Umberto Bossi, alla domanda dei giornalisti che gli hanno chiesto se la manovra economica è da buttare. E a chi gli ha domandato se l'informativa del professor Monti lo avesse convinto, il Senatur ha risposto: "No, no".

Presa di distanza dalla manovra di Monti da parte di Antonio Di Pietro: "Questo provvedimento - dice il leader dell'Idv- é di una banalità disarmante perché bastava un ragioniere di banca per farla. Prende i soldi dove ci sono senza rendersi conto che li prende a chi ha solo quelli per campare e li prende in modo prepotente e senza equità". Di Pietro, uscendo dall'aula di Montecitorio dopo le comunicazioni del premier Monti, ha aggiunto: "Questa manovra la respingiamo perché siamo convinti che sia un topolino, che fa più danni che bene".

Fuori dall'alveo parlamentare è un giudizio negativo quello che arriva da Nichi Vendola di Sinistra e Libertà: "Non si può essere audaci nel colpire i poveri e timidi nel colpire i ricchi. Questo è insopportabile. Gli interventi sulla ricchezza mi sembrano molto fumosi. Colpire gli scudati con un intervento dell'1,5% mi sembra un segnale di grande timidezza". "Non bisogna essere degli scienziati di economia - conclude Vendola - per capire che si tratta di una manovra quasi per intero sulle spalle del ceto medio-basso e dei pensionati".

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