Manovra, Mattarella incontra Draghi: allarme su legge di bilancio con fine QE

E il Pd continua ad opporsi, Renzi: "Faranno un debito di cittadinanza, tutto sulle spalle della prossima generazione"

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato il numero uno della Bce, Mario Draghi, prima del vertice serale a Palazzo Chigi sulla nota di aggiornamento al Def, che è approdata alle Camere. È quanto riporta Il Sole 24 Ore, affermando che, "con il governatore della Bce, i contatti sono costanti ma certo il 'faccia a faccia' ha consentito un approfondimento di tutte le criticità e i rischi e anche dei modi per evitarli". Il quotidiano scrive che "sembra che Draghi abbia espresso il suo allarme rispetto a una grande sottovalutazione del contesto in cui il governo sta scrivendo la manovra" facendo riferimento alla fine imminente del QE. Inoltre, "dal prossimo anno gli strumenti di Draghi sono assai ridimensionati e per affrontare una crisi finanziaria, al nostro Paese non resterebbe che il piano Omt, in sostanza il commissariamento".

Nel frattempo, a seguito della lettera che Giovanni Tria ha inviato all'Ue riguardo alla manovra, continua il dibattito tra maggioranza e opposizione sul Def. 

M5s. "Questo governo garantisce zero marchette. Sarà una manovra senza emendamenti microsettoriali e localistici". Lo assicura la sottosegretaria all'Economia, Laura Castelli (Movimento 5 Stelle), in una intervista al Corriere della Sera. Il Defict previsto al 2,4 per tre anni nella nota di aggiornamento al Def scende rispetto al testo uscito dal cdm. Perché questa correzione? "Non è una correzione, ma ci siamo presi qualche giorno per lavorare sul testo, approfondendo le coperture per migliorare i rapporti fra deficit, debito e Pil" spiega. "Noi abbiamo avuto sempre una crescita inferiore, ora invece prevediamo di allinearci all'Europa perché faremo come gli altri, puntando sugli investimenti strutturali. Inoltre, sosterremo i cittadini, da una parte col reddito di cittadinanza, che è una misura di riconversione industriale, e dall'altra con quota 100, che fra tanti risultati servirà anche a favorire l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro" aggiunge commentando le stime del Pil contenute nel testo. In merito alla scadenza del mandato di Daniele Franco, come ragionere dello Stato la sottosegretaria puntualizza: "Vorrei che questa polemica si chiudesse perché non fa bene alla politica e alle istituzioni. Ho sempre lavorato bene con lui e sua squadra". E su Tria: "È una persona da cui imparare molto e che ha tantissima esperienza. Appartiene a un mondo accademico diverso dai miei punti di riferimento. Ma è interessante confrontarsi con lui".

Leu. "Se il governo attuale avesse confermato gli obiettivi ereditati dal governo Renzi e Berlusconi e coerenti con il fiscal compact avrebbe portato il Paese in stagnazione". Lo dice Stefano Fassina, deputato di Leu e membro della Commissione Bilancio della Camera, su Radio Cusano Campus. "Evitare un ulteriore colpo di austerità è condizione necessaria. Poi vedremo quando presenteranno il disegno di legge di bilancio con le misure nel dettaglio, vedremo questo spazio finanziario come verrà utilizzato - ha aggiunto - Però la forzatura fatta sul fiscal compact, in termini macroeconomici, è necessaria e ragionevoli. Ora si strappano i capelli e fanno il tifo per lo spread con il deficit al 2,4%, ma nella scorsa legislatura la media del deficit era al 2,6%. Dopo Berlusconi e Monti il debito pubblico è aumentato di 12 punti percentuali".

"Sono almeno 20 anni che non si fa una manovra espansiva, si fanno manovre recessive - ha spiegato Fassina - Quelle di Renzi e Gentiloni sono state sostanzialmente neutrali, che poi incidono negativamente sull'economia. Quindi nonostante le manovre restrittive, il debito non diminuisce. Io sono all'opposizione di questo governo, ma se ci sono cose serie fatte da questo governo io lo dico. Se continua l'attacco politico interno ed esterno a questo governo e si fa impennare lo spread, è chiaro che la manovra non avrà effetti espansivi. Se invece questa manovra si svilupperà in un contesto in cui i tassi di interesse rimarranno sotto controllo, allora questa manovra può dare modesti effetti espansivi. Comunque ribadisco che rispetto al passato è un'inversione di rotta necessaria".

Quanto al reddito di cittadinanza, "dipende come verrà fatto - ha dichiarato Fassina - È un reddito legato alla disponibilità al lavoro. Io spero che mantenga l'impianto dell'attuale reddito d'inclusione e aumenti le risorse, estendendo la platea dei beneficiari. Questa misura è di contrasto alla povertà, ma che deve stare dentro a un rilancio dell'economia. Servono investimenti pubblici che vanno attivati in piccole opere. Invece su questo noto una certa timidezza, aumentarli di 0,2 nel primo anno e 0,4 nel secondo anno. Questo è il punto che noi critichiamo: ci sono pochi investimenti pubblici e l'occupazione non la crei, perché c'è troppa poca domanda da parte delle imprese".

Pd. "In questi ultimi anni - ha dichiarato Maurizio Martina a Radio anch'io su Radio 1 - abbiamo fatto scelte e preso decisioni per consolidare il sistema paese con una crisi devastante in atto. Se il Governo si può permettere di fare questo tipo di manovra è perché negli ultimi cinque anni abbiamo lavorato per le imprese e le famiglie. Basta vedere la curva occupazione, la crescita dell'export e il sostegno alle imprese come industria 4.0. Questa manovra poi dimentica il Sud. È una manovra profondamente ingiusta, che spende miliardi di euro senza avere in mente una prospettiva di crescita su famiglie, imprese e lavoratori". "Abbiamo preparato -  ha continuato il segretario nazionale del Partito democratico - la nostra contromanovra che si differenzia da quella del Governo. Un esempio: l'abbattimento di un punto all'anno per 4 anni del costo del lavoro a tempo indeterminato per un costo di 250 milioni a salire. Questa è una vera operazione di sistema per fare costare in meno il lavoro". Lo dichiara il segretario nazionale del Partito democratico Maurizio Martina ospite a Radio anch'io su Radio1.

"Hanno vinto promettendo al Sud il #RedditodiCittadinanza. Oggi scoprono di non avere soldi, nonostante il deficit al 2.4%. Faranno un debito di cittadinanza: piccole elemosine controllate dal Governo, puro voto di scambio come ai tempi della Prima Repubblica,". Lo scrive sui canali social l'ex segretario Pd Matteo Renzi. "Io sarei contrario al reddito di cittadinanza anche se vi fossero i soldi - aggiunge - . Per me bisogna investire sul lavoro, non sull'assistenzialismo: dare i soldi per stare a casa è un'assurdità totale. Un pensiero affettuoso agli imprenditori del NordEst che hanno votato Lega Nord e che oggi si trovano in una Repubblica Democratica fondata sul sussidio. "La cosa incredibile di queste ore - ha continuato Renzi - è il commento medio della classe dirigente del Movimento Cinque Stelle: un partito fondato da un evasore fiscale, che parla di merito per bocca di uno studente fuoricorso, che elegge in Senato il furbetto delle case popolari oggi si permette di dire quali spese vanno bene e quali no. Parlano di spese morali e immorali. Mettono il veto a UniEuro e assicurano che controlleranno gli acquisti degli italiani. Il Grande Fratello anche nel carrello". 
 

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