Manovra, Di Maio: "Deficit 2,4% non è sfida a Ue. Non vogliamo uscire dall'euro"

Il vicepremier è "tranquillo sullo spread, è normale ci fosse una reazione dei mercati. Ora arriva il team 'mani di forbice'"

Rassicurare e cercare di calmare le acque dei mercati, dopo che il rialzo dello spread le ha agitate con l'annuncio del deficit al 2,4% che tanto sta facendo discutere la politica italiana ed europea, mandando in subbuglio le Borse. E' il tono del messaggio che, dopo il venerdì nero di Piazza Affari, il vicepremier Luigi Di Maio lancia dallo studio televisivo di Sky Tg 24 sul tema Def-Manovra e che cerca di suonare rassicurante. Ma che, allo stesso tempo, ribadisce la linea di politica economica del governo M5S-Lega.

Il ministro del Lavoro derubrica a "sciocchezze" le affermazioni di alcuni commentatori sulla volontà del governo di uscire dall'Ue. Di Maio si dice "tranquillo: ieri lo spread è salito ma poi ha cominciato scendere". E per tutto questo individua un colpevole: "è dovuto alla demonizzazione che si sta facendo di questo governo. La manovra del popolo non deve preoccupare i mercati e non credo che li preoccuperà".

Ma per il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, "in pratica ci siamo già mangiati un pezzo di manovra" col rialzo dei tassi. Le banche hanno reagito male in queste ore. Di Maio ha una risposta: "Perché in questi mesi si era scommesso sul fatto che il governo mettesse il deficit così basso da favorire solo le banche". Nessuna sfida all'Ue e ai mercati, che al vicepremier del M5S "non interessa", è l' assicurazione. La ricetta giallo verde si traduce poi nell'annuncio del "più grande investimento della storia dell'Italia". E sulle tanto discusse e vociferate tensioni all'interno del governo Di Maio assicura/rassicura: "Noi Tria lo difendiamo, deve restare al ministero dell'Economia. Si è descritta una situazione non vera".

Quanto ai vertici del Mef e al ragioniere generale Daniele Franco, il vicepremier pentastellato fa sapere: "L'ho visto una sola volta. Non posso dire se mi fido o non mi fido". Ma un sassolino dalla scarpa se lo toglie: "Al Mef ho trovato trabocchetti e insidie di chi, invece di fare il proprio dovere, faceva gli interessi dei vecchi partiti".

Di Maio si dice pronto a spiegare la manovra lega-stellata ai mercati e anche al numero uno di Confindustria, che domanda cosa si vuole fare con le risorse che si chiederanno in prestito. E poi annuncia: "Ora nasce il team 'Mani di forbice' per tagliare tutto il possibile. Il 2,4 di deficit si impone perché abbiamo trovato tanti risparmi da fare ma che andranno a regime l'anno prossimo. Come fanno tante famiglie italiane abbiamo chiesto un prestito che restituiremo" quando le risorse derivanti dai tagli saranno disponibili in cassa.

Tra i tagli previsti, la riduzione dei parlamentari, "perché tra un anno ne avremo aboliti 345. Credo che nessuno possa dire di essere contro". E una risposta da Di Maio c'è anche per il capo dello Stato, Sergio Mattarella, che chiede conti in ordine perché - assicura il vicepremier - "noi non vogliamo farli saltare: con gli investimenti faremo la crescita e con la crescita ripagheremo il debito".

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