Manovra, l'esperto: "Pensioni minime e quota 100 sono inconciliabili"

A fare chiarezza sui numeri è Stefano Patriarca, esperto di previdenza e fondatore del centro studi Tabula

Flat tax, reddito di cittadinanza e superamento della legge Fornero con quota 100. Senza dimenticare la sterilizzazione per l'aumento dell'Iva. Nonostante le rassicurazioni pubbliche, in vista del Def non è difficile immaginare le riflessioni davanti alla calcolatrice del Mef tra il ministro dell'Economia Giovanni Tria, il tandem di vicepremier Salvini-Di Maio e il premier Giuseppe Conte. La manovra 2018 dovrebbe valere tra i 25 e i 30 miliardi, ma trovare le coperture per tutti i provvedimenti promessi sembra un'impresa ardua. E, proprio per fare chiarezza sui numeri, LaPresse ha interpellato Stefano Patriarca, esperto di previdenza e fondatore del centro studi Tabula. "Pensioni a 780 euro e quota 100 costerebbero almeno 15 miliardi. Hanno valori inconciliabili", spiega l'economista.

Professore, quali sono i costi reali per le pensioni di cittadinanza?
"Prima di tutto bisogna capire cosa si intende con la proposta. Al momento si suppone che si diano 780 euro ai pensionati che vivono da soli e senza altri redditi familiari. Ad ora ci sono già determinati interventi con certe condizioni (70 anni e l'altro famigliare con un assegno sotto una certa soglia) e la pensione arriva a 640 euro. Se questa fosse la platea alla quale fa riferimento il M5S, si stima una spesa almeno tra i 2 e i 4 miliardi l'anno. Gli stessi criteri del reddito di cittadinanza fanno invece riferimento all'ISEE e in questo caso si restringe la platea. Ma devo essere chiaro: un intervento del genere difficilmente può andare sotto i 2 miliardi di euro l'anno poiché coinvolgerebbe tra gli 1 e i 2 milioni di persone.

C'è molta confusione anche su quota 100…
"Per quanto riguarda questa misura si intende la possibilità di andare in pensione con minimo 62 anni e 38 anni di lavoro. E' un costo rilevante, per alcuni vuole dire anticipare la pensione di 5 anni rispetto alla normativa attuale. La platea è di circa 650-660mila persone; in più si parla dell'opzione di poter lasciare il mondo del lavoro a 41 anni di contributi a prescindere dall'età. Con tutti e due gli elementi il costo è attorno ai 13 miliardi, una cifra davvero alta".

Davide Tripiedi del M5S ha parlato di coprire i costi delle pensioni a 780 euro con i tagli delle pensioni d'oro oltre i 4.500 euro. È un'ipotesi fattibile? 
"Direi proprio di no, per quel provvedimento ci sarà un gettito di non più di 300 milioni l'anno con tutte le storture del caso e i possibili ricorsi. La platea è limitata a circa 60-70mila persone, così di certo non si finanziano le minime".
 

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