Giovanni Tria
Manovra italiana, Ecofin attacca: "Ben oltre la flessibilità". Rischio bocciatura

I ministri economici critici sulla posizione italiana. Conte: "Euro per noi irrinuciabile". Oggi vertice di Governo sul Def. Di Maio: "Sulle cifre non arretriamo. Lo Spread? Qualcuno, in Europa, c'è rimasto male perché non è arrivato a 360"

Sulla manovra economica italiana nessuno vuol mollare. "Sulle cifre non si arretra di un centimetro - dice Luigi Di Maio - entrando a Palazzo Chigi per il vertice con Salvini, Conte e Tria per fare il punto sul Def - Senz'altro siamo preoccupati per lo Spread, ma il tema è un altro. A qualcuno è andato di traverso che non si era ancora alzato a 350 e nel pomeriggio i Commissari Ue e il presidente della Commissione hanno fatto dichiarazioni per creare tensioni e i mercati sono sensibili alle dichiarazioni dei commissari Ue". E' la stessa linea di Salvini che, qualche ora prima aveva minacciato di chiedere addirittura i danni al commissario Ue, Moscovici.

Ma neanche l'Europa sembra voler cedere: la manovra italiana, così come si prospetta, infrange le regole europee e sarà bocciata. Anche se occorrerà aspettare il documento finale, che sarà inoltrato alla Commissione Ue entro metà ottobre. Secondo il vicepresidente dell'esecutivo Ue, Valdis Dombrovskis, la manovra, come anticipata da Roma, "va ben al di là della flessibilità" consentita dal Patto di stabilità, che Bruxelles intende far rispettare. In questo contesto si inserisce anche l'ennesima polemica sull'euro. Il presidente della commissione Bilancio alla Camera, il leghista Claudio Borghi, sostiene che l'Italia "con una propria moneta risolverebbe gran parte dei propri problemi", e le successive bacchettate in arrivo dall'Ecofin, per l'occasione a Lussemburgo, e il surriscaldamento dello spread vicino quota 300 punti, costringono il premier Giuseppe Conte a intervenire e ribadire che "l'euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile".

Interpellato sull'ipotesi di 'Italexit' dall'euro paventata da Borghi, il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, ricorda che "l'Italia è uno dei Paesi principali dell'eurozona, ed è nell'interesse dell'eurozona avere un'Italia forte e nell'interesse dell'Italia avere un euro forte e una forte eurozona". Moscovici, che ieri aveva definito come una deviazione "molto, molto significativa" il 2,4% di deficit/Pil presentato dal governo italiano per il triennio a partire dal 2019, chiede "sangue freddo" e "spirito costruttivo" nella trattativa a Roma.

Bruxelles non sarebbe per il momento pronta a concedere più di un disavanzo oltre l'1,7%. Dombrovskis, facendo eco alle parole di ieri del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, mette in guardia il governo. "Dobbiamo essere rigidi ma giusti - afferma l'alto funzionario Ue -. Juncker ha chiesto un'applicazione equa delle regole". Dombrovskis sottolinea come stia all'Italia stabilizzare lo spread e garantire che la volatilità non si diffonta per l'eurozona. "È importante - dice Dombrovskis - che l'Italia porti avanti delle politiche fiscali macroeconomiche responsabili, mantenendo i tassi di interesse a livelli accettabili".

Anche perché la maggioranza dei Paesi dell'Ue è schierata contro l'Italia sulla manovra. O almeno questo dice Hartwig Loeger, ministro delle Finanze austriaco, che ha la presidenza di turno Ue dell'Ecofin. C'è la "necessità di chiarire" da parte del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ai suoi colleghi, perché "siamo tutti insieme in questa famiglia e dobbiamo lavorare tutti insieme per la stabilità", avverte Loeger. Che taglia corto: "La maggior parte dei Paesi chiederà che le regole europee vengano rispettate". Nel frattempo i ministri delle Finanze dell'Ue promettono un giro di vite sul riciclaggio di denaro, in seguito allo scandalo da 235 miliardi di dollari che ha investito l'istituto di credito danese Danske. "Tutti hanno concordato oggi sulla necessità di una riforma, ma dobbiamo ancora discutere su come sarà nel lungo termine", chiarisce il ministro austriaco nella conferenza stampa al termine dell'Ecofin.

Vertice sulla manovra - E oggi pomeriggio, alla17, a palazzo Chigi, è previsto un vertice di governo sulla manovra. Alla riunione prenderanno parte, oltre al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro dell'Economia Giovanni Tria tornato in anticipo dal vertice Ecofin di Bruxelles. All'incontro potrebbe partecipare in un secondo momento il ministro Enzo Moavero Milanesi che però alle 17 è atteso in Senato per un'informativa sugli sviluppi della situazione in Libia. La prima riunione della cabina di regia sugli investimenti, che era convocata alle 19 a palazzo Chigi, potrebbe slittare. 

 

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