Manovra, in attesa del vertice. Non c'è intesa, Salvini frena su taglio pensioni d'oro

Le posizioni restano distanti e nel pomeriggio i vicepremier torneranno a vedersi a palazzo Chigi per l'ennesimo vertice con il ministro dell'Economia e il premier Giuseppe Conte

Una settimana calda, se non caldissima, quella che si apre sulla legge di bilancio con il governo pronto ad andare a Bruxelles con una proposta su cui non intende arretrare. Non sarà un passo indietro, assicurano fonti della maggioranza, ma una rimodulazione per rispondere, anche se solo in parte, alle richieste avanzate dall'Ue. Sarà però l'ultimo e unico tentativo, anche perché tempo per trattare ne resta davvero poco. Gli sforzi del governo rispetto all'impianto iniziale del testo ci saranno e saranno visibili proprio con l'esame in Senato, che inizierà nel pomeriggio l'iter in commissione.

Matteo Salvini, con toni più moderati del solito, assicura: "In Europa esercitiamo il buonsenso. È chiaro che se vado a Bruxelles e faccio due passi in avanti e mi mettono due dita negli occhi, non è un affronto al governo ma agli italiani". L'Unione, secondo il vicepremier, deve guardare ai gilet gialli, alla Francia, dove la povertà si è trasformata in protesta. "Vogliamo scene come quelle di Parigi? - chiede - Mi rifiuto di pensare che a Bruxelles per uno zero virgola mandino commissari e sanzioni". Il titolare del Viminale si rende conto che la manovra messa a punto "non fa miracoli", ma la Ue deve fare anche lo sforzo "di lasciarci lavorare". "Siamo un paese fondatore dell'Europa e spero che ci rispettino - aggiunge - non possono dire no a tutte le nostre proposte, richieste e ragionamenti". Non è ottimismo pieno, ma non si tratta neanche di parole che richiamano una ecatombe economica. E sul 2,4? "Stiamo aspettando i numeri che ci forniranno i tecnici". Sul taglio alle pensioni d'oro, però, Salvini frena: "Secondo me, la cosa che si può fare senza ricorsi e controricorsi, più che il taglio secco, si può bloccare l'adeguamento delle pensioni extra-ricche". "Innanzi tutto, non deve essere coperta dal contributivo e poi, almeno da 5000 euro netti in su - spiega -. Sicuramente, se uno prende 3000 euro di pensione non è straricco. Una pensione da 2500-3000 euro non è una pensione alta".

Uno stop che non piace ai 5Stelle, che rilanciano: entro Natale arriveranno le misure sul reddito di cittadinanza e sulle pensione di cittadinanza, per essere operativi già a marzo. Un modo per ribadire che sul reddito di cittadinanza non si tratta, se tra le rinunce deve esserci anche il provvedimento sulle pensioni d'oro, altro cavallo di battaglia di Di Maio&Co. Insomma è evidente che, se i tecnici lavorano ai 'numerini', i vicepremier l'accordo politico non l'hanno ancora trovato. Le posizioni restano distanti e lunedì Di Maio e Salvini torneranno a vedersi a palazzo Chigi per l'ennesimo vertice con il ministro dell'Economia e il premier Giuseppe Conte.

Intanto, si fa sempre più vicino il tavolo tra Conte e il commissario europeo Jean-Claude Juncker. Il presidente del Consiglio sarà a Bruxelles il 13 e 14 dicembre e fonti della maggioranza riferiscono che nella sede del Consiglio Ue potrebbe esserci il faccia a faccia annunciato nelle scorse settimane. I tempi a quel punto stringeranno, con il 19 dicembre ancora più vicino. L'obiettivo è sempre quello di scongiurare la procedura di infrazione senza però rinunciare 'troppo' alle proposte elettorali che i due vicepremier difendono con le unghie e con i denti. Bisognerà vedere se la soluzione adottata dal governo italiano, però, sarà ritenuta "accettabile" dall'Unione.
 

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