Il premier Giuseppe Conte con il ministro dell'Economia Giovanni Tria
Manovra, il Pd ricorre alla Consulta: "Tempi troppo stretti per esaminarla"

La legge di bilancio alla Camera per la terza lettura. L'opposizione protesta per i tempi brevissimi del Senato e ritiene ci siano state violazioni costituzionali

La manovra economica del governo Conte comincia il suo iter per la terza lettura alla Camera dei Deputati. Oggi il passaggio in Commissione Bilancio (e nelle altre che devono dare i rispettivi pareri), domani il dibattito in aula che si concluderà sabato 29 con i il voto di fiducia sul provvedimento. L'Italia avrà il suo bilancio in tempo per evitare l'esercizio provvisorio.

Ma la battaglia è ormai durissima. Il Pd, come aveva preannunciato, sta raccogliendo le firme per un ricorso alla Corte Costituzionale. Spiega Matteo Richetti, senatore dem "Oggi depositiamo il #ricorso alla Consulta contro una legge di Bilancio approvata fuori dall'ordinario percorso parlamentare, senza che Commissioni (a partire da quella sul Bilancio) e Aula abbiamo potuto anche solo toccare il testo. Un fatto grave, nella forma e nella sostanza. Una legge che dimentica i giovani, punisce i pensionati, abbandona le imprese. E aumenta le tasse per il volontariato e chi fa del bene. A favore di condoni e di chi prova a raggirare il prossimo. Tutto il contrario di quello che chiedono gli italiani". Il punto, dunque, è la ristrettezza dei tempi per esaminare il provvedimento.

Aggiunge il deputato Pd Stefano Ceccanti, esperto di questioni costituzionali e procedurali: "Oggi si inizia il breve esame a marce forzate della legge di bilancio alla Camera. Oggi interverrò, nell'ordine, alla Commissione Bilancio, al Comitato per la Legislazione e alla Commissione Affari Costituzionali. I colleghi della Commissione Bilancio saranno bravissimi a spiegare i singoli contenuti dannosi, io mi concentro sui profili di costituzionalità" Aggiunge Ceccanti su Facebook: "Lasciamo che chi di dovere prepari l'annunciato conflitto davanti alla Corte costituzionale. In queste ore stanno crescendo in modo significativo i consensi di studiosi su questa doverosa iniziativa. Intanto però in sede parlamentare segnalerò queste mie riflessioni - aggiunge - Il punto di partenza è l'articolo 72 della Costituzione e il suo mancato rispetto. L'articolo 72 della Costituzione costruisce le garanzie del giusto procedimento legislativo. Al di là delle singole garanzie il principio di fondo è quello del conoscere per deliberare. Ora è evidente a tutti che nel caso del Senato esso non sia stato rispettato. Una differenza di poche ore tra il momento in cui il maxi-emendamento del governo viene reso noto e il voto effettivo dell'Aula per la legge più importante e più complessa dell'anno rende palesemente violato questo principio".

Guido Crosetto, deputato di Fratelli d'Italia, si limta a un tweet: "Ok, ci sono ben 3 ore per leggere ed emendare. Saranno solo 2500 pagine...".

 

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