Manovra, maxiemendamento in ritardo: in Senato sabato alle 14. Conte: "Siamo al rush finale"

Slitta l'arrivo del pacchetto. Il voto alle 20. Protestano le opposizioni

Continua al Senato, tra polemiche e slittamenti, l’esame della manovra finanziaria. Il maxiemendamento, che doveva essere presentato venerdì pomeriggio, sarà depositato formalmente a Palazzo Madama soltanto sabato alle 14. E la prima chiama nell'Aula del Senato avrà luogo alle 20. Ad annunciarlo Loredana De Petris di LeU, presidente del gruppo Misto a Palazzo Madama, al termine della conferenza dei capigruppo. La notizia è stata accolta dai fischi delle opposizioni.

"Sul maxiemendamento siamo al rush finale", ha comunque assicurato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa. "Avrei voluto terminare il negoziato con la Ue prima, però un negoziato dipende da due parti - ha aggiunto - Ci rendiamo conto che abbiamo creato nostro malgrado un rallentamento dei lavori parlamentari. Confidiamo che nella giornata di domani la manovra al Senato possa essere approvata".

Bozza del maxiemendamento - Mentre l'arrivo del maxiemendamento definitivo viene rimandato, inizia ad essere diffuso il contenuto della bozzaTornano i fondi per le buche di Roma, su cui sarà possibile impiegare l'esercito. "Al fine di fronteggiare l'emergenza della sicurezza stradale - si legge - è autorizzata l'assegnazione a Roma Capitale di una dotazione finanziaria pari a 40 milioni di euro per l'anno 2019 e a 20 milioni di euro per l'anno 2020 per interventi di ripristino straordinario della piattaforma stradale della grande viabilità da eseguirsi con il concorso del Ministero della Difesa, attraverso l'Arma del Genio dell'Esercito Italiano, per la realizzazione degli interventi di ripristino". Inoltre " è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 20121, per l'acquisto di mezzi strumentali al ripristino delle piattaforme stradali".

Confermato lo sgravio sui contributi Inail a carico delle imprese. Si partirà da 410 milioni di euro per l'anno 2019, 525 milioni per il 2020 e 600 milioni per il 2021. 

Nove miliardi di euro al massimo nel 2019 al fondo reddito di cittadinanza, cui attingerà anche il Rei che rimarrà in vigore fino all'attuazione della nuova misura, mentre vengono ridotti gli stanziamenti del Fondo Povertà.

Arrivano i fondi per quota 100, con 6,7 miliardi nel 2019 e 7 miliardi nel 2020. 

I pensionati residenti all'estero da almeno 5 anni, e che scelgono di trasferirsi nel Sud d'Italia, potrebbero avere una flat tax al 7%

Durante la votazione della prima sezione degli articoli, passati tutti ad esclusione del 19, sui banchi dell'opposizione si è scatenata la protesta. I senatori Pd hanno mostrato numerosi cartelli che, facendo il verso alla lista di obiettivi raggiunti pubblicata giovedì da Luigi Di Maio su Facebook, evidenziano i punti critici della manovra, come l'aumento dell'Iva o gli F35.

Polemiche sulla clausola di salvaguardia - Terminato l'iter al Senato, il provvedimento passerà alla Camera per la terza lettura. Il presidente di Montecitorio, Roberto Fico ha ufficialmente convocato l'Aula della Camera per esaminare la manovra giovedì 27 dicembre alle ore 10. I lavori proseguiranno anche il giorno dopo. Tra il 28 e il 29 dicembre, dunque, avremo un bilancio approvato. Ma anche allora, le polemiche non cesseranno perché molte sono le cose in questa legge che fanno e faranno discutere.

Prima fra tutte, la clausola di salvaguardia. In poche parole, la Ue ci ha chiesto di garantire che i nostri conti resteranno nell’alveo di quanto stabilito. Per farlo è stato usato lo strumento della clausola di salvaguardia che ogni anno (dal 2011) ha costretto tutti i nostri governi a impegnarsi in un aumento dell’Iva nel caso avessimo sforato i conti. Solo che, questa volta l’impegno preso dal governo Conte e tal da far tremare le vene dei polsi: se non saremo attenti, l’Iva scatterà automaticamente al 25,6% nel 2020 e al 26,2% nel 2021. Un mezzo disastro economico che il Paese non reggerebbe.

Di Maio - Ovviamente, qui le posizioni si dividono. Nella maggioranza, alcuni come Di Maio minimizzano il rischio: "L'IVA non aumenterà l'anno prossimo per due ordini di ragioni. Da gennaio parte il cosiddetto team mani di forbice che comincia a tagliare tutto quello che non serve nello Stato. Questa cosa delle clausole di salvaguardia, poi, é figlia di una contabilità europea che va cambiata e a maggio tutti i popoli europei daranno un grande segnale …. perché si possano cambiare alcune logiche europee ….. “.

Tria – Più prudente l ministro Tria a 24 Mattina, intervistato da Maria Latella e Oscar Giannino: "Per gli anni 2020 e 2021 era già previsto un forte aumento dell'Iva. Certamente adesso le clausole di salvaguardia sono state aumentate e significa che si dovrà fare uno sforzo molto maggiore rispetto a quello che si è fatto di quest'anno. Poi si vedrà, ma oggi era necessario cercare di rientrare con i conti per evitare una procedura di infrazione".

Fedriga – Addirittura preoccupato il governatore leghista del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga: "Costruire una manovra di bilancio non è mai facile. Anche quest'anno sono stati dovuti trovare i soldi per coprire gli aumenti dell'IVA già programmati dai precedenti governi. Ovviamente il prossimo anno l'impresa non sarà scontata, però sono convinto che se l'obiettivo si da questo al governo si possono trovare le soluzioni anche spero in un rapporto con una nuova Europa che sia più costruttivo rispetto all'Europa che abbiamo visto sino ad oggi".

Martina – Dura la critica del segretario uscente del Pd, Maurizio Martina: “Io tifo per il Paese sempre - e se il governo, che contrasto, arriva ad un punto di sintesi con l'Europa rispetto a quando erano sul balcone a vendere propaganda, giudico questo un momento di tenuta importante. Prima era una manovra improbabile, oggi, però, è del tutto insufficiente: Salvini e Di Maio sono spariti, non hanno messo la faccia sui contenuti che rimangono iniqui e pericolosi per il Paese. Quando tagli di 3 - 4 miliardi e ipotizzi clausole Iva così elevate, quando decapiti le tue bandiere ideologiche come quota 100 e reddito cittadinanza, fai scelte che rischiano di fare molto male al Paese".

Brunetta – Addirittura presago di sventure, il responsabile economico di FI, Renato Brunetta: "Gli italiani stiano pronti: la bomba dell'aumento monstre dell'IVA scoppierà nel 2020 e sarà un salasso senza precedenti per i consumi italiani. Questo Governo di buoni a nulla ma capaci di tutto, infatti, per portare a casa le misure assistenzialiste del reddito di cittadinanza e della quota 100, aventi un effetto pari a zero sulla crescita, come riconosciuto anche dalla Commissione Europea, ha ipotecato il futuro economico del paese, accettando di inserire nel bilancio delle clausole di salvaguardia di aumento dell'Iva per oltre 51 miliardi di euro a partire dal 2020. Questo aumento avverrà tramite l'aumento dell'aliquota intermedia (quella, per intenderci, che si applica su beni di uso giornaliero come gli alimentari) dal 10% al 13%, mentre l'aliquota ordinaria salirà al valore monstre del 26,5%. Il Codacons ha già calcolato che questa stangata sui consumi senza precedenti costerà mediamente alle famiglie italiane ben 1.200 euro in più all'anno. La conseguenza sarà quella che molte di queste, soprattutto quelle con molti figli e quelle monoreddito, si troveranno a dover tagliare gli acquisti persino di generi di prima necessità”.

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