Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 05-09-2018 Roma Politica Palazzo Chigi. Luigi Di Maio al termine del vertice sulla manovra finanziaria Nella foto Luigi Di Maio Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 05-09-2018 Roma (Italy) Politic Palazzo Chigi. Luigi Di Maio at the end of the summit on the financial maneuver In the pic Luigi Di Maio
Manovra, Di Maio: "Rassicurerà mercati e famiglie". Salvini: "Rispetterà i vincoli Ue"

 Sì a reddito di cittadinanza e flat tax, che non sono alternativi. Nessuna sfida all'Europa ma vigerà il modello Aquarius

Sì al reddito di cittadinanza e alla flat tax, rispettando i vincoli dell'Unione Europea. Al termine di un vertice di governo sulla monavra a Palazzo Chigi - con il premier Giuseppe Conte, i vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il ministro dell'Economia Giovanni Tria, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, il responsabile degli Affari Ue Paolo Savona e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti - sono queste le linee guida per la prossima legge di bilancio, che dovrà essere redatta in autunno dopo la presentazione, entro il 27 settembre, della nota di aggiornamento del Documento ecomonimico e finanziario. 

"La nostra manovra terrà i conti in ordine ma sarà coraggiosa. Rassicurerà mercati e famiglie", ha assicurato Di Maio. Che ha aggiunto: "Abbiamo iniziato a decidere come spendere le tasse dei cittadini e come ridurle". Ancora nessuna misura concreta, che dovrebbe arrivare a giorni, ma Conte ribadisce: "Sarà una manovra nel segno della crescita nella stabilità". Con Tria si fa lavoro di squadra per garantire sia reddito di cittadinanza che flat tax, perché, Di Maio su questo è categorico, non sono misure alternative. Il tutto rispettando i vincoli Ue. "La manovra li rispetterà tutti. Ci sarà un avvio dello smontaggio della Legge Fornero, avvio della riduzione fiscale, del reddito di cittadinanza. Valutiamo tempi e costi, non moltiplicheremo pani e pesci", ha annunciato Salvini. Che però preannuncia il pugno duro: "Il nostro modello sarà l'Aquarius traslato in materia economica".  

Prima del vertice, Salvini e Di Maio avevano già annunicato le proprie linee guida, separatamente ma in contemporanea, facendosi concessioni e mettendo paletti.  Per i leghisti il punto principale è la legge Fornero. "Va riconsiderato tutto il sistema pensionistico che quello fiscale. La prima priorità è arrivare a 100, liberare dalle catene e mandare finalmente in pensione chi se l'è meritato. È una legge sbagliata", ha dichiarato il leader del Carroccio. Il taglio del cuneo fiscale è un altro obiettivo caro alla Lega: "Ci stiamo lavorando. Così come sulla necessità di scongiurare l'aumento dell'Iva. Il lavoro non si crea per legge, ma aiutando chi lo produce, che è il privato. I dossier sono tanti". Tornando sulla flat tax, "Ci daremo delle priorità. Do per acquisito l'innalzamento dei minimi a cui applicare un forfait. L'obiettivo è che ci siano alcuni milioni di italiani che già dall'anno prossimo paghino meno tasse. Ovviamente a regime ci si arriva entro il contratto di governo". Ma ha concesso: "Il reddito di cittadinanza è una battaglia degli amici del M5S che ci stanno lavorando, non entro nei campi altrui. Ma sarà nella manovra". E Di Maio ha ribattuto sulla flat tax: "Deve aiutare i più deboli, perché se favorisce i ricchi non va bene". 

Cambiare nome alla Lega. La sentenza del Riesame di Genova sui fondi della Lega è "l'ultima delle mie preoccupazioni", ha sostenuto Salvini. "Facciano come credono, mi interessa più l'appoggio popolare. Io seguo con curiosità ma senza ansia". A chi gli chiedeva se cambierà nome al partito, Il leader del Carroccio ha risposto: "Io non cambio nomi, simboli, partiti in base alla sentenza di un giudice". Resterà la parola Lega? "Assolutamente sì. Le sembra normale sequestrare quello che gli italiani ci donano per un eventuale uso non corretto 300mila euro, dieci anni fa. L'unico precedente simile in Turchia. Bene, prendimi 300mila euro, te li do io domani mattina", ha conclusoi.

SpazzaCorrotti. Sull'idea annunciata da Di Maio sul daspo a vita per i corrotti, Salvini è categorico: "Stiamo leggendo e rileggendo quel disegno di legge, perché la lotta senza quartiere alla corruzione è una priorità. Anche la lotta alle mafie è una priorità e contro le mafie ci sarà una stretta nel pacchetto sicurezza a cui sto lavorando. Ma bisogna stare attenti a garantire il fatto che fino al terzo grado di giudizio si è innocenti, i processi sommari non sono da Paese civile". Comunque, "chi corrompe nella pubblica amministrazione deve pagare di più perché lo fa a spese degli italiani". 

Sgomberi. Riguardo gli immobili occupati e la possibilità di sgomberarli, "la maggioranza degli occupanti non sono bisognosi, ma sono furbi e violenti, e sono irrispettosi nei confronti di chi è in fila da diversi anni. La proprietà privata è sacra", ha ricordato Salvini. 

Ilva e Alitalia. "Ho piena fiducia nel lavoro che sta portando avanti Di Maio sull'Ilva. Luigi è ottimista sulla buona riuscita della trattativa. Presto affronteremo anche il dossier Alitalia. Se il turismo è un asset fondamentale, non possiamo permetterci di svendere la compagnia di bandiera".Dunque, nazionalizzare?"Ci sono diverse strade per coinvolgere più soggetti. Io sono a favore della competizione sana. Quello che è mancato, come abbiamo visto a Genova, è il controllo del pubblico".

Genova. Riguardo le polemiche tra Di Maio e il governatore forzista della Liguria, Giovanni Toti, "io sto con i genovesi, ma sia Toti che Di Maio parlano perché hanno la voglia e l'urgenza di risolvere il problema, ricostruire il ponte e rimettere in sicurezza quella splendida città". E ha sottolineato: "Ci possono essere accenti diversi. Ci sta che chi ha perso la casa e vuole tornare a prendere i beni dei figli, ma è importante che lo facciano in sicurezza. Sia Toti che Di Maio stanno facendo il massimo".

Autostrade. Sul caso Autostrade, società controllata dal gruppo Atlantia finita nel mirino del governo M5S-Lega per la tragedia di Genova provocata dal crollo del Ponte Morandi, e sul ritorno al pubblico come vorrebbe il M5s, Salvini è cauto: "Innazitutto vanno rivisti i criteri di gestione. Da questo punto di vista la Pedemontana veneta può essere un modello: la gestione è di un privato, ma sul pedaggio il ritorno per il pubblico è alto".

Su questa questione però Di Maio tira dritto: "Ho capito che la parola nazionalizzazione disorienta un po' perché si pensa a un ritorno allo Stato padrone. Ma io dico che non c'è altra scelta. Se togliamo ad Autostrade la concessione, cosa che dobbiamo fare, chi resta? Non resta più nessuno. E l'unica alternativa è la gestione pubblica, che ci consente di abbassare i pedaggi e rimettere tutti i soldi che recuperiamo in manutenzione. Oppure ci facciamo colonizzare da una società europea. O la ridiamo ad Autostrade, che vincerebbe di nuovo qualsiasi gara".

Rai. "La Rai? Non vedo l'ora che possa tornare ad essere quell'enorme tesoro. Fate tanto, potete fare di più. Non è una cosa su cui mi alzo la mattina o mi alzo la sera". Riguardo Marcello Foa, indicato come presidente della Rai ma bloccato dalla Commissione parlamentare di Vigilanza, "non ho capito perché una persona nata a pane, giornalismo e Montanelli non possa lavorare per la Rai", ha detto Salvini, spiegando di essere "assolutamente tranquillo" al riguardo. 

Centrodestra. "Non ho partiti unici, fusioni o lottizzazioni in testa. Non ho sentito Berlusconi, spero di farlo oggi". 

 

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