Reddito di cittadinanza sulla tessera sanitaria per i residenti in Italia da 10 anni

Intanto Di Maio sprinta sugli ammortizzatori. Incontra le sigle sindacali e promette: "Smantelleremo il Jobs Act"

In parte è stato uno dei temi inseriti nel decreto urgenze, ora è un nodo cruciale sul tavolo del confronto tra il governo e i sindacati. Si tratta della maxi-questione che riguarda gli ammortizzatori sociali, dopo che è tornata la cassa integrazione per cessazione con il testo su Genova.

Si avvicina la scadenza degli ammortizzatori sociali per 189mila lavoratori e dalla Uil arriva il monito: "Bisogna rifinanziarli, molte imprese sono ancora in crisi e c'è bisogno di un paracadute". Ecco allora che il ministro del Lavoro Luigi Di Maio sceglie di incontrare i segretari confederali, percorrendo la strada della rassicurazione e promettendo un tavolo tecnico sulle azioni da mettere in campo.

"Per la cassa integrazione prima della legge di Bilancio dovremo di certo ripristinare questi strumenti, ma non c'è bisogno di un altro decreto, perché si potrebbero introdurre norme in fase di conversione del decreto emergenza, che già prevede il ripristino della cassa integrazione per i lavoratori delle aziende in cessazione. Oppure lo inseriremo nel decreto fiscale, stiamo smantellando il Jobs Act" spiega il vicepremier.

Dalle sigle la Cgil parla di un "incontro importante, con buone rassicurazioni dal governo", mentre la Cisl sottolinea da parte del ministro una "rilevante e positiva l'apertura del tavolo al Ministero del Lavoro sugli ammortizzatori sociali e le politiche attive". Rimane comunque la crepa della ripresa del lavoro a tempo indeterminato, con i sindacati che chiedono che "l'incentivo ai contratti a tempo indeterminato va portato al 100% per incoraggiare effettivamente la stabilità del lavoro".

FOCUS SU CENTRI IMPIEGO. Il fronte lavoro rimane comunque caldissimo. Un esempio? La riforma del centri per l'impiego, centrali anche per il reddito di cittadinanza. "C'è grande attenzione", trapela dallo staff di Di Maio, che ha confermato lo stanziamento di un miliardo per il funzionamento dei centri per l'impiego.

E sullo spettro della proliferazione del lavoro in nero proprio per usufruire della nuova misura, il superministro rassicura: "Questa persona che prende il reddito è impegnata tutto il giorno tra lavoro di pubblica utilità e ore di formazione. Se il sindaco o il centro dell'impiego mi dicono che non si presenta, gli tolgo il reddito". Che, suppone, potrebbe essere erogato tramite la tessera sanitaria con chip "in modo che possa essere speso solo in "esercizi commerciali in Italia per far crescere l'economia" e spetterà solo "ai residenti da almeno 10 anni nei confini italiani".

Le riflessioni sono a tutto campo, quindi, in attesa che la Manovra prenda davvero forma e riceva il giudizi ufficiale dell'Ue. Per il momento la Uilm è molto tiepida ("La guardiamo con grande preoccupazione ma faremo le valutazioni del caso"), ma analisi e approfondimenti continuano. Dall'Italia e soprattutto da Bruxelles.

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