Manovra, Cottarelli: "Con 2,5% Italia a rischio, Di Maio diverso da Macron"

Secondo l'economista i mercati potrebbero non reagire bene e aumenterebbero i tassi di interesse per lo Stato

"Avere un deficit intorno al 2,5% sarebbe un rischio per l'Italia". Ne è convinto Carlo Cottarelli che spiega a LaPresse perché condivide quel limite invalicabile che anche il ministro dell'economia Giovanni Tria avrebbe fissato al 2%.

Il M5S insiste e invita il titolare di via XX Settembre a raggiungere il 2,4% sul rapporto deficit/Pil. Se alla fine passasse la linea Di Maio che conseguenze ci sarebbero per il nostro Paese? A livello macro, ma anche - in concreto - nella vita di tutti i giorni per gli italiani?
"I mercati potrebbero non reagire bene e aumenterebbero i tassi di interesse per lo Stato. Aumentando per lo Stato aumentano per le famiglie e per le imprese e questo fermerebbe la crescita economica del Paese. In più nel lungo periodo avere un deficit alto e una minore riduzione del rapporto deficit/PIL espone l'Italia a un qualche shock economico esterno".

Di Maio dice di voler semplicemente "fare come Macron" che si propone di arrivare al 2,8%. Perché la Francia può farlo e l'Italia no? Quali le differenze tra i due Paesi?
"Ci sono tre differenze principali. Intanto l'aumento del deficit che prevede Macron per il 2019 al 2,8% è temporaneo, non dettato da un taglio permanente delle tasse o dall' aumento di spesa che deriva da un possibile reddito di cittadinanza. Si tratta di un aggiustamento tecnico perché nel 2019 le imprese pagheranno meno tasse. In secondo luogo il debito pubblico francese è molto più basso di quello italiano, con quello di Parigi che sta poco sotto il 100% e quello nostro che è poco sopra il 130 percento. Il terzo motivo è lo spread: quello francese è molto più basso di quello italiano. Questo vuol.dire che i mercati credono che la Francia sia un paese meno a rischio dell'Italia. Non so se questo è giusto o meno, ma è così".

Fa bene Macron?
"Secondo me questa idea di Macron di aumentare il deficit potrebbe mettere la Francia al rischio di essere preda di uno shock recessivo a livello internazionale".

Tra le promesse elettorali fatte da M5S e Lega quale ritiene essere la più 'pericolosa' per i conti pubblici italiani?
"La Flat Tax perché per come era stata pensata e presentata inizialmente, con la aliquota al 15-20% costa 50 miliardi l'anno. Dopo c'è il reddito di cittadinanza con i circa 17 miliardi l'anno e infine la riforma delle pensioni perché se diamo per buona quota 100 ha un costo che si fissa intorno ai 8 miliardi l'anno".

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