Manovra, Conte riferisce in Senato: ma Di Maio e Salvini lo 'lasciano solo'

Una doppia assenza che non è passata inosservata

Mentre Giuseppe Conte illustrava i passi avanti con Bruxelles sulla manovra, in Senato pesavano quelle due sedie vuote tra i banchi del governo. Luigi Di Maio e Matteo Salvini, stavolta, non erano al fianco del loro premier per affrontare il fuoco di fila delle opposizioni sulla legge di Bilancio. L'assenza contemporanea dei due vicepresidenti del Consiglio, in un momento decisamente delicato per l'esecutivo, è apparsa quantomeno singolare. Per ore si sono perse le tracce del capo politico M5S, riapparso solo al Quirinale, in prima fila all'incontro delle alte cariche dello Stato con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Mentre il suo 'socio' e ministro dell'Interno, in mattinata si è fatto immortalare sorridente con un'icona della musica tricolore come Al Bano, ricevuto al Viminale assieme ad alcuni imprenditori cinesi intenzionati a distribuire prodotti enogastronomici italiani nel mercato orientale. Dall'incontro, peraltro, il leader del Carroccio non è uscito a mani vuote, visto che si è portato a casa una bottiglia da 5 litri di Bacchus 'riserva speciale Matteo Salvini', uno dei vini prodotti dalle Tenute Carrisi.

Nel primo pomeriggio, poi, il 'Capitano' ha addirittura lasciato Roma per volare nella sua Milano. I rumors avevano riferito della presenza del vicepremier nel capoluogo lombardo per assistere alla recita della figlia, eppure intorno all'ora del thé è apparso davanti a telecamere e taccuini, in rigorosa diretta Facebook, per rispondere alle domande dei cronisti. Anche sulla manovra e l'accordo raggiunto con l'Europa per evitare la procedura di infrazione, ovviamente.

Mentre il premier, dopo aver riferito in Senato, non ha potuto far altro che portarsi a Palazzo Chigi il faldone con i take di agenzia che rilanciavano gli attacchi delle minoranze. Come quello del senatore del Pd, Matteo Renzi, che ha scelto i social network anziché l'aula di Palazzo Madama per pungere Conte: "Imbarazzato e imbarazzante, cerca di giustificare una retromarcia del popolo che non ha precedenti nella storia repubblicana. Almeno Salvini e Di Maio capiscono l'antifona e non si fanno vedere, nascondendosi". Anche Forza Italia ha affondato i suoi colpi: "La totale capitolazione del governo è provata dalla Commissione europea, che di certo non promuove la legge di Bilancio, ma si riserva di decidere a gennaio: una sospensione a divinis", ha detto il capogruppo Anna Maria Bernini. Chissà se una copia non sia stata inviata anche al Mise e al Viminale. Almeno per far capire a Di Maio e Salvini cosa si sono persi...
 

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