Maggioranza divisa sulla riforma della giustizia, divergenze su intercettazioni e prescrizione

Roma, 28 ago. (LaPresse) - Sulla riforma della giustizia emergono posizioni divergenti all'interno della maggioranza. Su prescrizione e intercettazioni rimangono "opinioni e approcci diversi" tra Pd e Ncd. È quanto emersi ieri al termine del vertice di maggioranza con il Guardasigilli Andrea Orlando per fare il punto sulla riforma. "Non c'è stato scontro, ma un clima di confronto costruttivo. Su prescrizione e intercettazione ci sono opinioni e approcci diversi", ha spiegato ai cronisti Walter Verini, componente della delegazione Pd e presidente della commissione Giustizia di Montecitorio. "Sulle intercettazioni - ha aggiunto - prima di entrare nel merito ci sarà il confronto che il premier ha annunciato. Sulla prescrizione, abbiamo fatto le nostre proposte, alcune sottolineature Ncd le ha fatte, sarà il Consiglio dei ministri a trovare la sintesi".

"Dalla riunione di maggioranza è emersa una condivisione sui singoli punti, sull'insieme delle cose che porteremo in Consiglio dei ministri. C'è stato un confronto sulle diverse modalità per affrontare questi punti". Lo ha detto il guardasigilli Andrea Orlando ieri dopo aver incontrato la maggioranza e Fi per fare il punto sulla riforma della giustizia. "E' un confronto che è stato utile - aggiunge -, credo che abbia migliorato anche alcune delle soluzioni. Sono emerse anche differenze di approccio in ordine alle priorità da individuare, delle quali riferirò puntualmente al Consiglio dei ministri".

Il ministro intende però "mantenere l'obiettivo che ci eravamo dati di portare in quella sede tutto il lavoro che è stato elaborato e che prevede una parte sul contrasto alla criminalità economica e il civile, una parte che riguarda l'aspetto ordinamentale del funzionamento della magistratura e una parte che riguarda l'aspetto del processo penale".

"Oggi la giustizia si ferma dall'1 agosto al 15 settembre, noi proponiamo il dimezzamento della chiusura estiva dei tribunali: solo 20 giorni". Lo ha scritto ieri su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha annunciato: "Il nostro obiettivo è dimezzare entro #millegiorni l'arretrato del civile e garantire" il processo civile in primo grado in un anno, anziché tre come oggi".

"Su questi punti - conclude Orlando - andiamo avanti, e andiamo avanti con una condivisione che si è rafforzata sull'impianto generale, ma anche con alcune sottolineature che riteniamo debbano essere tenute in considerazione o comunque debbano essere apprezzate adeguatamente nella discussione in Cdm".

Sulla riforma della giustizia, "siamo in alto mare. C'è un braccio di ferro dentro la maggioranza evidente e palese. Sul civile sono solo pannicelli caldi, sul penale c'è confusione e gli elementi che dividono Pd e Ncd sono maggiori di quelle che li accomunano". Così ieri il capogruppo della Lega in commissione giustizia alla Camera, componente della delegazione del Carroccio che ha incontrato a via Arenula il Guardasigilli Andrea Orlando.
"Le soluzioni - ha aggiunto - non verranno dal Consiglio dei ministri" di venerdì "ma da un incontro che neanche Orlando, ma Renzi avrà in un Nazareno 2" con Silvio Berlusconi. Per ora ci sono solo annunci confusi e contraddittori". Quanto al testo, "non abbiamo visto l'articolato. È una riforma al buio - ha sottolineato Molteni - siamo ancora a linee guida. Sul civile siamo disponibili, ma non capiamo come verranno smaltiti i 5,5 milioni di processi pendenti".

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