Mafia Roma, Marino: Finanziamento pubblico non sono bustarelle. Dimissioni? Da che pulpito

Roma, 7 dic. (LaPresse) - "Si sa che io ho preso dei finanziamenti pubblici (dalla cooperativa di Salvatore Buzzi n.d.r.) fin dalla campagna elettorale. Sono finanziamenti pubblici che un candidato raccoglie per candidature importanti attraverso la massima trasparenza. I finanziamenti trasparenti non sono buste di soldi ma trasferimenti con bonifico bancario e denunciati alla Corte dei Conti". Lo ha detto il sindaco di Roma Ignazio Marino intervistato da Rainews24. "Esattamente - ha aggiunto - come io ho ricevuto finanziamenti dalle cooperative di Roma. Ho fatto per cinque anni indagini nella carceri italiane sulle condizioni dei nostri detenuti. Quella cooperativa come altre cooperative si occupa e si occupava del reinserimento di persone che hanno sbagliato nella vita, hanno fatto un percorso in carcere e tornano a lavorare. Personalmente quel tipo di cooperative lo trovo giusto. E trovo che svolga una funzione importante nella società civile. Se poi a capo di quella cooperativa c'è un delinquente, io non sono un procuratore, non sono un investigatore, non ho motivo per poterlo sapere".

BERLUSCONI MI CHIEDE DIMISSIONI? DA CHE PULPITO. "Il leader di Forza Italia in questo momento sta scontando una pena ed è quel presidente del Consiglio che su richiesta del suo ministro degli Interni per provata presenza e controllo mafioso di un comune del Lazio si rifiutò di procedere allo scioglimento del comune di Fondi. Le sembra che questo sia il pulpito da cui io debba ascoltare le prediche?", ha detto Marino rispondendo a Silvio Berlusconi che lo ha invitato a dimettersi.

ROMA CIITA' DI GENTE PERBENE. "Spero che attraverso il percorso che sta facendo Pignatone - ha proseguito Marino - molto appoggiato da noi che ogni volta che abbiamo potuto abbiamo portato carte in Procura a disposizione di magistrati, polizia e carabinieri, io spero che quel che è stato sottratto al pubblico possa essere restituito e possa essere utilizzato nell'interesse dei cittadini".

"Mi rifiuto - ha aggiunto il sindaco - di avvalorare l'idea come molti stanno facendo in questi giorni che Roma sia una città di mafiosi. Prima c'era la Roma ladrona, ora la Roma mafiosa. Roma ha tre milioni di abitanti, la stragrande maggioranza sono persone per bene che in questo momento soffrono per la crisi economica, spesso per la mancanza di lavoro, spesso per la difficoltà di trovare un alloggio compatibile con il salario che ricevono. Questa è la Roma che conosco, una Roma di persone davvero perbene".

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