Mafia Roma, Campana (Pd): Chiamato Buzzi 'capo' ma lo faccio con tutti

Roma, 15 dic. (LaPresse) - Chiamare Buzzi 'capo'? "Chiamo un sacco di gente così da quando ero ragazzina. Ci sono decine di persone che possono testimoniarlo". Così Micaela Campana, responsabile Welfare del Partito democratico, in un'intervista al 'Corriere della Sera'. "Mi hanno infangata - aggiunge - minacciata, linciata. Sui social network qualcuno ha scritto che merito di essere stuprata. Sto querelando chiunque, anche perché è l'unico modo che ho per difendere me, la mia famiglia e chi crede nell'onestà della politica. Tutto questo perché, in decine di migliaia di pagine di atti giudiziari su Mafia Capitale, sono citata due volte. Tanto è bastato perché certa stampa mi definisse come un mostro da sbattere in prima pagina...".

"Quell'interrogazione che Buzzi chiedeva - continua Campana - non mi convinceva anche perché il Tar si era già espresso contro l'appalto in questione e non mi sembrava corretto intervenire nei confronti della giustizia amministrativa. Non ho mai presentato quell'interrogazione e ho chiesto agli uffici della Camera di metterlo nero su bianco".

In merito alla frase di Buzzi "E mo' se me compro la Campana..", la responsabile Welfare del Pd risponde: "Sarebbe bastato leggere la data della conversazione per capire che Buzzi non poteva riferirsi alla mia campagna elettorale. D'altronde, ero già stata eletta da tempo. Sul secondo punto, scomoderei la lingua italiana: il 'se' è tutt'altro che una certezza. Sono millanterie tra due persone che parlano".

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