Mafia, Napolitano: Io non ricattabile. Monti sta con Colle: Paese reagirà

Roma, 30 ago. (LaPresse) - "La 'campagna di insinuazioni e sospetti' nei confronti del Presidente della Repubblica ha raggiunto un nuovo apice con il clamoroso tentativo di alcuni periodici e quotidiani di spacciare come veritiere alcune presunte ricostruzioni delle conversazioni intercettate tra il Capo dello Stato e il senatore Mancino". Inizia così il comunicato del Colle che risponde all'articolo pubblicato oggi su Panorama e relativo alle telefonate intercorse tra il Presidente della Repubblica e l'ex vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, sulla presunta trattativa Stato-mafia. E' un Napolitano infuriato per i continui attacchi a mezzo stampa, perché, "alle tante manipolazioni si aggiungono, così, autentici falsi". "La pretesa, da qualsiasi parte provenga, di poter ricattare il Capo dello Stato è risibile", mette in chiaro la nota del Quirinale che sottolinea che il presidente "non ha nulla da nascondere e terrà fede ai suoi doveri costituzionali". Napolitano difende la legittimità della "scelta compiuta dal Presidente della Repubblica di ricorrere alla Corte costituzionale a tutela non della sua persona ma delle prerogative proprie dell'istituzione" e lancia l'appello: "A chiunque abbia a cuore la difesa del corretto svolgimento della vita democratica spetta respingere ogni torbida manovra destabilizzante".

La levata di scudi è immediata e compatta da parte di tutti o quasi gli schieramenti politici e delle istituzioni. "Si è di fronte con tutta evidenza ad uno strumentale attacco contro la Personalità che costituisce il riferimento essenziale e più autorevole per tutte le istituzioni e i cittadini", scrive palazzo Chigi in una nota e fa sapere che il presidente del Consiglio Mario Monti ha esternato la propria solidarietà al capo dello Stato nel corso di un colloquio telefonico. "Ci si deve opporre - si legge ancora nella nota di palazzo Chigi - ad ogni tentativo di destabilizzazione del Paese, inteso a minare in radice la sua credibilità.Il Paese saprà reagire a difesa dei valori costituzionali incarnati in modo esemplare dal Presidente Napolitano e dal suo impegno instancabile al servizio esclusivo della Nazione e del suo prestigio nella comunità internazionale". "Piena e totale solidarietà non solo al capo dello Stato in quanto istituzione, ma anche a Giorgio Napolitano come uomo che ha condotto una vita improntata alla rettitudine e non si merita questo", ha detto il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri secondo cui "ogni cittadino italiano deve provare disprezzo per quello che sta accadendo" perché "chi offende o tende a ledere l'immagine di Giorgio Napolitano fa un'offesa al popolo italiano". Solidarietà anche da parte del guardasigilli Paola Severino, secondo la quale "non si può trasformare la volontà di fare chiarezza su un tema interpretativo così delicato rivolgendosi al massimo organo di interpretazione della legge, spacciandola come volontà di nascondere i contenuti di una o più telefonate o addirittura come volontà di ostacolare un'indagine che deve avere il suo corso e i suoi esiti giudiziari". Il Csm parla di "attacchi infondati", mentre per l'Anm "si assiste ad una scandalosa strumentalizzazione di indagini giudiziarie condotte dalla Procura di Palermo, del cui contenuto si parla poco o nulla, mentre prosegue un carosello di dichiarazioni, commenti e presunte indiscrezioni che creano sconcerto nell'opinione pubblica, quando non si risolvono addirittura in un attacco diretto al Capo dello Stato".

Non sono mancate le reazioni del mondo politico. Gianni Letta si è reca personalmente al Quirinale per esprimere solidarietà e "per smentire - scrive in un comunicato - certe ricostruzioni arbitrarie e ingiuste. Comunque assolutamente lontane dalla verità". Fedele alla linea adottata finora, Di Pietro, va all'attacco: "Un Capo dello Stato che non si attiva per risolvere un dolore delle istituzioni mi pare molto capo e poco Stato". "E' inopportuno e fuori luogo - dice il leader dell'Idv - il conflitto di attribuzione sollevato da Napolitano. Non vi è dubbio che, in questo modo, il capo di Stato ha creato una situazione di oggettiva difficoltà". "E' una cosa primitiva, non consona ad una società liberale che le intercettazioni private vengano sbattute sulle pagine dei giornali, una legge è indispensabile", dice invece il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Giù le mani da Napolitano è il messaggio di larga parte del Pd e di diversi esponenti del Pdl. "Si vuole colpire la funzione e la persona del presidente Napolitano - spiega l'ex ministro degli Esteri Franco Frattini - per destabilizzarne il ruolo sinora esercitato, e che nei prossimi mesi dovrà ancora esercitare, per la gestione della difficile crisi italiana. Occorre tenere giù le mani dalla istituzione (e dalla persona) che presidia al massimo livello in questa fase complessa per l'Italia le garanzie costituzionali per tutti i cittadini". Le parole del Capo dello Stato "sono nette, forti e inequivocabili", secondo il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. "E' chiaro che ci sono delle manovre torbide in giro che mirano a ledere il presidio più alto della Repubblica", spiega il leader democratico che da' un consiglio ai detrattori dell'inquilino del Colle: "che si riposino, perché Napolitano non è uomo da impressionarsi, gli italiani lo conoscono e credo che queste manovre torbide finiranno nel nulla".

"Da ex Ministro dell'Interno - scrive, invece, sul suo profilo facebook il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni - io la penso come Feltri: su una vicenda così grave non ci possono essere zone d'ombra.Coraggio Presidente Napolitano, mostri le carte, Lei ha il dovere morale di sgombrare ogni dubbio".

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