Mafia capitale, giorno verità per Marino Alfano verso il 'no' a scioglimento

Roma, 6 ago. (LaPresse) - Il governo darà stasera una risposta allo scandalo di Mafia Capitale. Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, è "tecnicamente" pronto per portare in Consiglio dei ministri la sua sintesi della relazione presentata dal prefetto Gabrielli lo scorso 8 luglio, un dossier di quasi mille pagine nel quale il prefetto non aveva rilevato la necessità di uno scioglimento del comune di Roma.

Alfano aveva tempo tre mesi per approfondire le argomentazioni portate da Gabrielli e già nei giorni scorsi aveva annunciato di aver messo a lavoro gli uffici competenti per approfondire. La procedura è semplice nel Cdm convocato questa sera alle 18 il ministro dell'Interno porterà il suo parere sulla base della relazione del prefetto, proposta che potrebbe anche non arrivare alle stesse conclusioni del prefetto. Sarà quindi il Consiglio a decidere la strada da percorrere.

Dal punto di vista strettamente politico il rapporto tra governo e Capidoglio, tra Matteo Renzi e Ignazio Marino, sembra aver avuto una svolta di pacificazione. Pertanto al momento non vi è alcun allarme in merito a una possibile decisione a favore dello scioglimento del Comune da parte dell'esecutivo. Anche perché nella sua relazione Gabrielli aveva assolto il primo cittadino parlando di "sforzi per marcare una discontinuità rispetto al passato, evidentemente percepito come connotato da pericolose anomalie e disfunzionalità". Sotto il mirino del prefetto invece la giunta guidata da Gianni Alemanno durante la quale vi era, scriveva Gabrielli "una reiterata curvatura delle scelte degli organi di indirizzo politico-amministrativo alle esigenze e agli interessi di quell'organizzazione criminale".

Molto probabilmente quindi Alfano darà un parere negativo sullo scioglimento, accogliendo però le indicazioni dello stesso Gabrielli, che consigliava nella sua relazione di introdurre una "legge speciale" che conceda poteri straordinari a dei commissari governativi di garanzia, incaricati di occuparsi di rimuovere le tracce di malavita e corruzione dall'organismo comunale. In ballo infatti ci sono troppi soldi e una immagine della capitale messa a dura prova negli ultimi giorni e che necessariamente dovrebbe subire un rigoroso restyling. A partire proprio dal prossimo Giubileo annunciato da Papa Bergoglio per cui palazzo Chigi ha previsto uno stanziamento di 500 milioni di euro, fondi ancora non assegnati.

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